Al Direttore - 10 luglio 2026, 06:01

Asti-Cuneo, il grido di lavoratori e pendolari: "Un'opera essenziale degna di un paese normale, ma rischia di essere una bella spremitura di portafogli"

Pubblichiamo un'interessante riflessione in merito al costo dei pedaggi: in un anno l'infrastruttura costa ai cittadini costretta a percorrerla ogni giorno fino a mille euro l'anno

Asti-Cuneo, il grido di lavoratori e pendolari: "Un'opera essenziale degna di un paese normale, ma rischia di essere una bella spremitura di portafogli"

Dall'incubo delle code interminabili tra rotonde e strade del dopoguerra, al sogno – finalmente reale – di un'autostrada moderna, fluida e senza caselli grazie al sistema free flow. Il completamento della Asti-Cuneo, in particolare nel tratto tra Bra-Marene e l'area albese, è stato accolto dai piemontesi come un salto di qualità storico per la mobilità locale. Eppure, dietro l'entusiasmo per un'infrastruttura che funziona, si nasconde un paradosso economico che rischia di pesare enormemente sulle tasche dei lavoratori.

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Mauro, un pendolare della nostra provincia, che fotografa con lucidità e ironia il "caso tariffe": quando un bene pubblico essenziale rischia di trasformarsi in un lusso quotidiano.

"Sono uno dei tanti pendolari della nostra bellissima provincia, scrive al nostro giornale, categoria umana resistente, paziente e ormai geneticamente adattata alle rotonde, ai rallentamenti e alle strade nate nel dopoguerra e poi lasciate lì, come certi soprammobili ereditati dalla zia.

Come molti, ho sognato di vedere l'autostrada Asti-Cuneo completata prima della pensione. E, incredibile ma vero, oggi è realtà. Bisogna dirlo: l'opera è bella, scorre elegante tra le colline e regala anche scorci niente male. La prima volta che ho percorso il tratto tra Bra-Marene e l'area albese in 15-20 minuti, senza correre e con l'impressione di avere un'autostrada quasi tutta per me, ho provato una sensazione rara: quella di vivere, per qualche chilometro, in un Paese normale.

Anche il sistema di pagamento free flow è moderno e intelligente: niente caselli, niente code, niente liturgie da barriera autostradale. Passi, senti al massimo un bip morale nel portafoglio, e vai. Forse una soluzione del genere sarebbe utile anche su tratte molto più frequentate, dove il casello è ancora trattato come una prova iniziatica.

Dopo tanta attesa, insomma, anche la nostra provincia sembrava finalmente avere il suo piccolo tratto di paradiso stradale.

Però, come in ogni paradiso che si rispetti, a un certo punto compare il serpentello. Nel nostro caso non offre mele: presenta il conto.

Per un'automobile, il tratto Bra-Marene/Alba Ovest costa 2,01 euro a tratta. Sembrano pochi, presi singolarmente. Ma per un pendolare diventano circa 4 euro al giorno, cioè intorno agli 80 euro al mese e quasi 1.000 euro all'anno, considerando una normale frequenza lavorativa. Anche applicando la scontistica massima attualmente prevista, il conto resta significativo: più leggero, certo, ma non proprio una carezza.

E qui nasce il punto: questa autostrada non è un bene di lusso. Non è una spa panoramica tra Langhe e Roero, non è un'esperienza gourmet con vista colline. È un'infrastruttura necessaria per lavorare, spostarsi, alleggerire il traffico ordinario e rendere finalmente più civile una mobilità locale che per decenni ha viaggiato su strade inadeguate al volume reale di auto, furgoni e camion.

Non credo che questa sia la solita lamentela dell'italiano che si lagna anche quando gli regalano il sole. Credo piuttosto che ci sia un tema serio: quando un'opera pubblica essenziale viene finalmente realizzata, il rischio è trasformarla subito in una bella spremitura di portafogli. Con il paradosso che chi dovrebbe usarla ogni giorno per lavoro potrebbe tornare sulle strade ordinarie, lasciando l'autostrada più vuota del previsto e il traffico locale esattamente dove stava prima.

Abbiamo aspettato l'Asti-Cuneo per anni. Ora che finalmente c'è, sarebbe un peccato farla diventare un'infrastruttura bellissima, moderna, funzionale... ma usata con il contagocce, perché per molti pendolari il beneficio rischia di pesare troppo sul bilancio familiare.

Sarebbe auspicabile una riflessione seria su tariffe e agevolazioni dedicate a chi la percorre quotidianamente per lavoro. Perché un'autostrada utile non dovrebbe sembrare un privilegio: dovrebbe essere uno strumento di sviluppo.

E dopo tutta questa attesa, sarebbe bello poter dire che abbiamo costruito non solo una strada, ma anche un po' di buon senso".

redazione

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