Politica - 02 luglio 2026, 17:43

Trattenuta in Arabia Saudita con la figlia, scatta il pressing diplomatico per liberare Angela Rovera. Il governatore Cirio: "Al lavoro per riportarle a casa"

In prima linea anche l'assessore Gallo. La donna, dentista residente a Piasco, sarebbe dovuta rientrare con la piccola in Italia già ad aprile, ma il marito avrebbe sottratto loro i passaporti

Angela Rovera, dentista residente a Piasco, trattenuta in Arabia da oltre 3 mesi

Angela Rovera, dentista residente a Piasco, trattenuta in Arabia da oltre 3 mesi

Le istituzioni piemontesi e la diplomazia nazionale si muovono in sinergia per sbloccare il caso di Angela Rovera, la donna originaria di Busca e residente a Piasco trattenuta dallo scorso marzo in Arabia Saudita insieme alla figlia di appena due anni. La vicenda, nata nell'ambito di una complessa controversia familiare, ha attivato i massimi vertici della Regione Piemonte e del Governo italiano nel tentativo di riportare a casa madre e figlia.

Contattata dal nostro giornale, la Regione Piemonte  rende noto che il "Il Presidente Alberto Cirio, e l’assessore regionale Marco Gallo, ex sindaco di Busca, seguono con la massima attenzione il caso di Angela Rovera". Cirio infatti, non appena venuto a conoscenza della vicenda, ha contattato il vicepremier e ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani. 

"Il vicepremier mi ha confermato che la Farnesina sta seguendo con molta attenzione la vicenda della signora Rovera e della sua famiglia, dichiara alla nostra testata il Governatore, e già da prima che la notizia venisse riportata dagli organi di stampa, sono in corso interlocuzioni con il ministero degli Esteri dell’Arabia Saudita affinché sia garantita un’adeguata tutela alla minore e si possa pervenire al più presto a una positiva soluzione con il rientro della madre e della bambina in Italia. Ringraziando il ministro per quando sta facendo, desideriamo esprimere alla sua famiglia Rovera la vicinanza in un momento di grande preoccupazione, impegnati a fare quanto possibile per una positiva soluzione della vicenda". 

Della vicenda si sta occupando anche l’assessore Marco Gallo, ex sindaco e cittadino di Busca che ha contattato la sindaca Stefania Dalmasso, ribadendo anche a lei la vicinanza e il supporto della Regione Piemonte. 

La speranza delle istituzioni e dei familiari è che il pressing diplomatico avviato dalla Farnesina con le autorità saudite possa portare a una rapida e positiva risoluzione, garantendo in primis la sicurezza della bambina e il successivo e immediato rimpatrio di entrambe.

Rovera, medico dentista, si trova attualmente a Taif, a circa 60 chilometri dalla Mecca, in Arabia Saudita, dal 29 marzo scorso. Doveva solo trascorrere le vacanze pasquali con i familiari del marito e rientrare in Italia il 10 aprile. Da quanto denunciano, però i legali della donna, il marito avrebbe sottratto i passaporti della moglie e della figlia, impedendo loro di lasciare il Paese e, stando a quanto denunciato, entrambe "vivono da fine marzo in uno stato di forte limitazione della libertà personale e sotto costante controllo, senza la possibilità di muoversi, costrette a rimanere in casa videosorvegliate". Nel contempo i legali, della Rovera, Matteo Santini del foro di Roma e Omar Blanc del foro di Cuneo, hanno già evidenziato di essersi attivati "sia in sede civile che penale presso il Tribunale di Cuneo,  che ha avviato tempestivamente le procedure di propria competenza. Parallelamente v'è anche un procedimento nel Paese estero con legale nominato dalla nostra assistita. 

Dalla Farnesina hanno fatto sapere poi, che il Ministro Tajani ha già scritto al suo omologo saudita, Faisal Al Saud, per raccomandare al governo di Riad di seguire il caso in maniera accurata, a seguito delle pressioni esercitate dall’ambasciata del nostro Paese sulle autorità locali. 

Il caso di Angela Rovera resta così sospeso tra le rigide maglie della giustizia saudita e la mobilitazione della terra d'origine, con in prima linea la sindaco di Piasco Stefania Dalamasso, dove l'apprensione per le sorti della donna e della sua bambina cresce di giorno in giorno. In attesa che i procedimenti legali avviati a Cuneo e a Riad facciano il loro corso, l'attenzione è tutta rivolta agli esiti dell' azione ministeriale e all'efficacia della lettera inviata da Tajani al suo omologo Faisal Al Saud. 

La speranza è che l'azione sinergica delle istituzioni piemontesi e nazionali riesca a sbloccare rapidamente lo stallo, restituendo la piena libertà personale a madre e figlia e traducendo gli sforzi diplomatici in quel volo di rientro in Italia atteso ormai da troppo tempo.

Angela Panzera

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