Attualità - 30 giugno 2026, 08:20

Da Bra a Torino per la memoria liturgica di san Pier Giorgio Frassati

Programma dei tre giorni di iniziative, che termineranno il 4 luglio con la Messa in Cattedrale

Pier Giorgio Frassati (foto di Mihai Bursuc)

Pier Giorgio Frassati (foto di Mihai Bursuc)

Prima festa da santo per Pier Giorgio Frassati. Dopo essere salito agli onori degli altari il 7 settembre 2025 in piazza San Pietro per opera di papa Leone XIV, il 4 luglio la Chiesa celebra la memoria liturgica dell’uomo delle Beatitudini, come lo definì san Giovanni Paolo II.

A partire dall’Arcidiocesi di Torino e dalla Diocesi di Biella, che hanno organizzato una serie di iniziative spalmate su tre giorni. 

Giovedì 2 luglio Frassatour nel centro di Torino per i partecipanti dell’Estate ragazzi di Torino con la presenza del vescovo ausiliare monsignor Alessandro Giraudo.

Venerdì 3 luglio a Pollone (Biella), ore 18.30, nella parrocchia, Messa presieduta da monsignor Gabriele Mana; ore 21.30 Adorazione eucaristica a Villa Ametis.

Sabato 4 luglio a Torino, ore 18, nella Cattedrale di San Giovanni Battista, Messa per la memoria liturgica di san Pier Giorgio Frassati, presieduta dal vescovo ausiliare monsignor Alessandro Giraudo; a seguire, Adorazione eucaristica animata dall’Azione Cattolica e dalla Fuci; dalle ore 20, possibilità di visitare “Verso L’Altro”, lo spazio espositivo dedicato a san Pier Giorgio Frassati e ai Santi torinesi (in piazzetta Università dei Mastri Minusieri 3A).

Fedeli, pellegrini e visitatori avranno così la possibilità di raccogliersi in preghiera, affidando le proprie intenzioni e lasciandosi ispirare dalla figura di Pier Giorgio, il ragazzo che amava portare i suoi amici in montagna per spingere il loro sguardo “verso l’Alto”.

Pier Giorgio Frassati è ricordato come il patrono ufficiale delle confraternite d'Italia, dei giovani dell'Azione Cattolica e della Gioventù Vincenziana Mondiale.

La sua testimonianza continua a parlare soprattutto ai giovani, che in lui riconoscono un esempio vicino e concreto di santità quotidiana.

Chi era Pier Giorgio Frassati

Pier Giorgio Frassati nasce a Torino il 6 aprile 1901. È figlio della pittrice Adelaide Ametis e di Alfredo Frassati, fondatore e direttore del quotidiano La Stampa.

Il patrono della Confederazione delle Confraternite delle diocesi d’Italia ha frequentato una scuola gestita dai gesuiti e ha sviluppato una profonda vita spirituale, essendo associato alla Congregazione Mariana e all’Apostolato della Preghiera.

All’età di 19 anni entrò a far parte della Conferenza di San Vincenzo de’ Paoli, dedicando la maggior parte del suo tempo libero ai malati e ai bisognosi. Si occupò anche di orfani e soldati. Aveva come scopo il servizio ai più poveri e sofferenti, per i quali fu sempre un vero servitore, vivendo questa missione come un privilegio. Per lui la carità non era solo dare qualcosa ai bisognosi, ma anche dare tutto se stesso. La sua dedizione quotidiana a loro era sostenuta dalla devozione a Cristo nell’Eucaristia.

Il Beato, membro della Fuci (Federazione Universitaria Cattolica Italiana) e di Azione Cattolica, era anche uno sportivo e l’alpinismo era il suo passatempo preferito, vivendo le sue escursioni con gli amici come «Un momento concreto di apostolato».

All’età di 24 anni Pier Giorgio fu colpito dalla poliomielite, una malattia infettiva che, secondo i medici, aveva contratto a causa della sua dedizione ai malati. Dopo sei giorni di terribili sofferenze, morì il 4 luglio 1925. I poveri furono la sua ultima preoccupazione.

Nel 1989, dopo aver visitato la tomba di Pier Giorgio a Pollone (Biella), papa San Giovanni Paolo II disse: «Desidero rendere omaggio a un giovane che ha saputo testimoniare Cristo con singolare efficacia nel nostro secolo. Anch’io nella mia giovinezza ho conosciuto il benefico influsso del suo esempio cristiano».

San Giovanni Paolo II ha beatificato Pier Giorgio Frassati il 20 maggio 1990 e lo ha nominato Patrono degli sportivi, considerandolo «L’uomo delle otto beatitudini, che porta con sé la grazia del Vangelo, la Buona Novella, la gioia della salvezza che Cristo ci offre».

Poco dopo, la salma del giovane Beato fu trasferita dalla tomba della famiglia Frassati a Pollone al Duomo di Torino. È considerato uno dei “Santi sociali” torinesi, come don Bosco e il Cottolengo.

Nell’esortazione apostolica Christus vivit, papa Francesco ha ricordato che «Il cuore della Chiesa è pieno anche di giovani santi, che hanno dato la vita per Cristo, molti fino al martirio», sottolineando che Pier Giorgio Frassati «Era un giovane dalla gioia comunicativa, una gioia che superava anche le tante difficoltà della sua vita, che diceva di voler ripagare l’amore di Gesù che riceveva nella Santa Comunione, visitando e aiutando i poveri».

Silvia Gullino

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