Politica - 26 giugno 2026, 19:30

Bivacchi e senza fissa dimora ad Alba: il Comune conferma le criticità in alcune aree della città

Il consigliere Bolla chiede chiarimenti su monitoraggio e sicurezza. L'assessore Tibaldi: "Dialogo, controlli continui e percorsi di inclusione". La minoranza offre collaborazione e chiede di mantenere alta l'attenzione

Un'immagine del luglio 2024: il sindaco Alberto Gatto, l'assessore Davide Tibaldi e il comandante della Compagnia Carabinieri, capitano Giuseppe Santoro, presso il residence della stazione ferroviaria appena sgomberato

Un'immagine del luglio 2024: il sindaco Alberto Gatto, l'assessore Davide Tibaldi e il comandante della Compagnia Carabinieri, capitano Giuseppe Santoro, presso il residence della stazione ferroviaria appena sgomberato

La presenza di bivacchi e persone senza fissa dimora in alcune aree di Alba è arrivata in Consiglio comunale con un'interrogazione del consigliere Emanuele Bolla, che ha chiesto all'amministrazione di fare chiarezza sulla situazione in diversi punti della città, tra cui il Parco Tanaro, la Bocciofila comunale, corso Nino Bixio e via Roma, oltre a conoscere le attività di monitoraggio e gli interventi previsti.

A rispondere è stato l'assessore alla Sicurezza Davide Tibaldi, che ha confermato la presenza di alcune situazioni di criticità, precisando però che non tutte le segnalazioni ricevute trovano riscontro.

"È risaputo che in alcune zone della città ci siano soggetti che decidono, a volte autonomamente oppure perché costretti, di accamparsi", ha spiegato Tibaldi, confermando in particolare alcuni bivacchi lungo la sponda del Tanaro. Si tratta, ha aggiunto, di persone già conosciute dai servizi sociali, con le quali il Comune ha cercato di instaurare un dialogo proponendo percorsi di assistenza. "Molte volte questi soggetti hanno deciso autonomamente di non aderire alle proposte di accoglienza che venivano loro offerte".

Monitoraggio costante e collaborazione con le forze dell'ordine sono, secondo l'assessore, gli strumenti con cui l'amministrazione affronta il fenomeno. Tibaldi ha invitato cittadini e consiglieri a continuare a segnalare situazioni di disagio, ricordando il confronto costante con le forze dell'ordine e gli interventi già effettuati, anche su alcune occupazioni di proprietà private poi risolte grazie all'azione della Polizia locale.

L'assessore ha inoltre sottolineato come l'azione del Comune non riguardi soltanto l'aspetto della sicurezza. "Non si tratta di iniziare a fare qualcosa, ma di continuare il percorso che stiamo portando avanti da due anni", ha affermato, richiamando il lavoro svolto insieme all'assessora Donatella Croce attraverso il progetto SAI – Sistema Accoglienza e Inclusione, il sostegno garantito nella struttura di via Pola con pasti, docce e posti letto e il nuovo progetto di inclusione abitativa, realizzato con il supporto della Regione Piemonte, pensato per favorire percorsi di autonomia per chi, pur lavorando, non dispone di una casa.

Nella replica, Bolla ha riconosciuto l'approccio dell'amministrazione, chiarendo che l'obiettivo dell'interrogazione non era alimentare polemiche. "Lo spirito dell'interrogazione è stato colto nella sua essenza: significare un problema senza volerlo strumentalizzare", ha dichiarato.

Il consigliere ha però ribadito come il tema della sicurezza rimanga centrale per il gruppo di minoranza, pur riconoscendo il valore del lavoro svolto sul fronte sociale. Ha annunciato inoltre che alcune situazioni specifiche saranno segnalate direttamente all'assessore, evitando di renderle pubbliche per non favorire strumentalizzazioni.

"È un problema che tutti riconosciamo esistere e sul quale possiamo avere approcci diversi", ha concluso Bolla, assicurando la disponibilità della minoranza a collaborare con l'amministrazione e ringraziando Carabinieri e Polizia locale per l'attività di controllo sul territorio.

d.v.

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