Attualità - 26 giugno 2026, 16:58

Oltre 70 Comuni e Provincia uniti per la castanicoltura: prima firma verso la Rete

Firmato nel Salone d'Onore del Comune di Cuneo il documento che avvia il percorso verso la costituzione. Cinque gli obiettivi strategici, dalla gestione dei castagneti al sostegno della filiera

Oltre 70 Comuni e Provincia uniti per la castanicoltura: prima firma verso la Rete

Con la firma nel Salone d'Onore del Comune di Cuneo di oggi, venerdì 26 giugno, si va verso la costituzione della Rete dei Comuni cuneesi che tuteleranno, promuoveranno e valorizzeranno la castanicoltura.
Un atto politico e concreto atteso da tutto il territorio, soprattutto della valli cuneesi, e che prende forma dopo l'approvazione degli ordini del giorno prima in Provincia e poi in Comune a Cuneo, ma a cui si sono aggiunti i Consigli comunali di circa 70 comuni del territorio che hanno approvato l’adesione all’atto di indirizzo.

Una trentina i sindaci presenti oltre al consigliere regionale Claudio Sacchetto (Fratelli d'Italia), promotore di un ordine del giorno sul tema approvato anche in Consiglio Regionale, al collega Mauro Calderoni (Pd) e all'assessore regionale alla Montagna Marco Gallo. Ma saranno circa 70 i comuni del territorio che hanno aderito. 



Il passaggio risulta necessario per lavorare in modo condiviso su una risorsa strategica per l'economia rurale, il paesaggio e la prevenzione del territorio della Granda.

L’atto firmato oggi impegna i primi cittadini a redigere la “Carta dei Comuni Castanicoli” che, una volta completata, sarà sottoposta al voto dei rispettivi Consigli comunali per l’autorizzazione alla firma dell’atto costitutivo definitivo. I sindaci si impegnano anche a estendere l’adesione ad altri Comuni della Provincia.

All’incontro sono intervenuti il presidente della Provincia Luca Robaldo con il consigliere provinciale Loris Emmanuel e Maria Gabriella Mellano (Disafa / Centro regionale di castanicoltura) ha offerto un contributo tematico su la castanicoltura tra tradizione ed evoluzione tecnica e tecnologica.

L’attività della Rete territoriale si concentrerà su cinque obiettivi, contenuti nell’atto programmatico: rilevare e mappare le aree castanicole provinciali e le zone a maggiore criticità idrogeologica; rappresentare alla Regione Piemonte le criticità generate dalle limitazioni agli abbruciamenti previste dal Piano Regionale di Qualità dell’Aria (PRQA), proponendo deroghe o rimodulazioni tecniche; valutare l’impatto idrogeologico della mancata gestione dei residui vegetali e definire strategie condivise di prevenzione; favorire l’accesso a fondi pubblici, bandi forestali e fondi per il dissesto per l’acquisto di macchinari idonei alla gestione del sottobosco; sostenere i mercati della castagna, favorire la trasformazione del prodotto e promuovere l’aggregazione tra produttori.

Così la sindaca Patrizia Manassero, insieme alla assessora al Turismo e alle Manifestazioni Sara Tomatis: “La firma di oggi rappresenta una svolta per il nostro territorio e per l’intera Provincia. Con la nascita di questa Rete potremo fare un passo avanti che è diventato indispensabile oggi. La castanicoltura non è solo una tradizione storica per la Granda, ma è un elemento economico importante e un presidio insostituibile contro il dissesto idrogeologico e l’abbandono delle nostre valli. Lavorare uniti come territorio ci permetterà di far valere con più forza le ragioni dei nostri produttori, a partire dalla necessità di deroghe concrete sui limiti agli abbruciamenti, garantendo al contempo la tutela dell’ambiente e la sicurezza del territorio. La castagna non è per Cuneo solo fiera del marrone, ma un impegno politico concreto a beneficio del territorio”.

Durante l’evento in Salone d’Onore è stato anche presentato il manifesto dei 90 anni dalla prima edizione della Fiera del marrone, alla vigilia del lancio della Fiera che avverrà al consolato a New York, il 30 giugno prossimo. Questa presentazione è stata voluta per sottolineare la vocazione internazionale della fiera del marrone, vocazione confermata dal riconoscimento proprio quest’anno della qualifica di internazionale da parte della Regione Piemonte.

Sara Aschero

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