"In queste ore l’ATO 4 Cuneese ha invitato la cittadinanza a un uso razionale dell’acqua potabile, chiedendo di limitarne l’impiego agli usi essenziali. È un appello giusto, ma che pensiamo non possa ricadere solo sulla cittadinanza".
Queste le parole della consigliera regionale cuneese Giulia Marro, che insieme alla collega Alice Ravinale, anche lei di Alleanza Verdi Sinistra, si rivolge "alle aziende che imbottigliano acqua minerale nel Cuneese" chiedendo loro "di compiere, per tutto il periodo estivo, un gesto concreto di responsabilità territoriale: ridurre volontariamente, ove tecnicamente possibile e d’intesa con gli enti competenti, i prelievi dalle sorgenti e dalle falde, rendendo pubblici i dati sui volumi estratti e sulle eventuali misure adottate".
"Una riduzione volontaria anche solo del 25% dei prelievi estivi – argomentano – potrebbe lasciare nelle falde e nelle sorgenti del Cuneese decine di milioni di litri d’acqua: l’equivalente, nello scenario più prudente, di più di due settimane di consumo domestico per una città di 10 mila persone".
"Non si tratta di mettere in discussione attività produttive importanti per il territorio, ma di affermare un principio rispettoso: quando l’acqua scarseggia, lo sforzo deve essere condiviso. Se alla cittadinanza si chiede di rinunciare a usi non essenziali, anche le imprese che dall’acqua ricavano valore economico devono contribuire con trasparenza e solidarietà".
"La crisi idrica – concludono – non si affronta con misure simboliche, è vero. Ma è una conseguenza di responsabilità multiple. Serve una gestione più equa, pubblica e responsabile della risorsa idrica, a partire dai mesi più critici dell’anno".






