La sicurezza urbana torna al centro del confronto politico albese. Nella seduta della Terza Commissione consiliare è stata esaminata la mozione presentata dai gruppi di minoranza che propone l'istituzione delle zone a vigilanza rafforzata, previste dal recente Decreto Sicurezza, nelle aree della città maggiormente interessate da episodi di degrado, disturbo della quiete pubblica e fenomeni di microcriminalità.
Nel documento vengono indicate la zona della stazione ferroviaria, corso Piave, la Zona H, corso Langhe e alcune aree del centro storico, tra cui via Roma, piazza Garibaldi, piazza Pertinace, piazza San Francesco, piazza Cristo Re e piazza San Paolo.
Fin dalle prime battute è emerso come il confronto non riguardi tanto l'esistenza delle criticità segnalate, quanto gli strumenti più efficaci per affrontarle. La commissione ha infatti evidenziato la volontà comune di proseguire il lavoro, pur partendo da valutazioni differenti sul provvedimento proposto.
L'assessore Davide Tibaldi ha ricordato il lavoro svolto dall'amministrazione sul fronte della sicurezza urbana, richiamando il potenziamento della videosorveglianza, le attività di controllo effettuate in collaborazione con le forze dell'ordine e gli interventi di presidio e riqualificazione nelle aree considerate più sensibili della città. Un percorso che, secondo l'assessore, dimostra come il tema sia già da tempo tra le priorità dell'azione amministrativa.
Dal fronte della minoranza, Domenico Boeri ha sottolineato la necessità di non sottovalutare le segnalazioni provenienti dai quartieri e dalle attività economiche. Secondo il consigliere occorre evitare che il confronto si traduca in un prolungato stallo decisionale, individuando invece strumenti concreti capaci di fornire risposte alle richieste provenienti dal territorio.
Anche Emanuele Bolla ha evidenziato la necessità di mantenere il confronto ancorato al merito della proposta.
“Siamo disponibili a discutere delle modalità applicative e ad ascoltare eventuali proposte alternative, ma il rischio è che il tema venga progressivamente rinviato fino a perdere centralità nel dibattito politico”, ha osservato il consigliere.
Secondo Bolla il punto centrale resta individuare strumenti efficaci per affrontare situazioni che vengono segnalate da cittadini e commercianti.
“Se il risultato finale fosse semplicemente affermare che la sicurezza è importante, saremmo tutti d'accordo. Il punto è capire quali strumenti utilizzare per affrontare le criticità che vengono segnalate in città”, ha aggiunto.
A margine della commissione è intervenuto anche Riccardo Spolaore, primo firmatario della mozione, che ha confermato la disponibilità della minoranza a proseguire il dialogo.
“Siamo disponibili a confrontarci sui metodi e sugli strumenti, ma non vorremmo che questa fase diventasse un modo per rinviare il tema o svuotare il provvedimento della sua sostanza”, spiega.
Secondo Spolaore la discussione può riguardare le modalità di applicazione o eventuali integrazioni al testo, ma il confronto dovrebbe comunque partire dall'analisi dello strumento proposto.
“Possiamo discutere delle aree da inserire, delle modalità applicative e degli strumenti più efficaci. Quello che non avrebbe senso sarebbe trasformare tutto in un generico richiamo alla sicurezza senza affrontare il merito della questione. La nostra proposta nasce dall'esigenza di utilizzare uno strumento concreto previsto dalla normativa nazionale e pensato proprio per contrastare fenomeni di degrado e microcriminalità”, conclude.
La commissione non ha assunto decisioni definitive. Nelle prossime settimane il confronto proseguirà con l'obiettivo di verificare se esistano margini per una proposta condivisa prima dell'approdo del tema in Consiglio comunale.





