C’è anche un volto cuneese tra i protagonisti della presentazione dei Gay Conservatori Liberali, il movimento nato attorno a una pagina Instagram e sostenuto da Francesca Pascale, attivista per i diritti Lgbt ed ex compagna di Silvio Berlusconi. Un’iniziativa che si propone di rappresentare chi non si riconosce nella comunità Lgbtqi+ tradizionalmente associata alla sinistra e che, come precisato dagli stessi promotori, al momento non è un partito politico ma un’associazione.
A ricoprire il ruolo di Segretario e tesoriere è stato nominato il cuneese Giorgio Borra, 20 anni, intervenuto a Montecitorio durante la presentazione del progetto. Nel suo discorso ha spiegato la volontà di coniugare i valori del centrodestra con la tutela delle persone omosessuali, ponendo particolare attenzione alle difficoltà che molti giovani affrontano nel vivere apertamente il proprio orientamento sessuale.
"Con profondo orgoglio e responsabilità rappresento questo movimento di cui sono stato recentemente nominato segretario. Sono un ragazzo di 20 anni e ho sempre guardato con ammirazione ai valori del centrodestra, custodendone al contempo il senso di coesione e di conservatorismo che appartengono al nostro Paese", ha affermato Borra.
Il giovane segretario ha quindi rivolto il suo pensiero ai ragazzi e alle ragazze che vivono con timore la propria identità, ricordando come il percorso di accettazione personale possa trasformarsi in una battaglia silenziosa e spesso invisibile.

"Spesso quando si parla di diritti e libertà si evocano grandi guerre politiche o sociali. Esistono però battaglie più silenziose e intime, che si combattono nella propria stanza davanti allo specchio o seduti a tavola con la propria famiglia", ha dichiarato.
Nel suo intervento Borra ha raccontato di essersi confrontato con storie molto diverse dalla propria, segnate da difficoltà e paure ancora oggi diffuse. "Crescendo ho conosciuto situazioni in cui confidare ai propri cari il proprio orientamento sessuale rappresentava, e rappresenta tuttora, un ostacolo immenso, che spesso costringe a nascondersi e a dire bugie. Tutto questo accade ancora con troppa frequenza".
Da qui l’appello rivolto soprattutto alle nuove generazioni. Secondo il giovane cuneese, i ragazzi devono essere incoraggiati a non avere paura di mostrarsi per ciò che sono, mentre la società ha il compito di contrastare pregiudizi e isolamento.
"Se oggi siamo qui è soprattutto per dare voce a chi per troppo tempo ha avuto paura di parlare. Abbiamo il dovere di affrontare e sconfiggere questo dramma tutti insieme", ha concluso.
Un messaggio che punta a mettere al centro libertà personale, dignità e responsabilità civile, con l’obiettivo dichiarato di costruire uno spazio di confronto per chi si riconosce nei valori conservatori senza rinunciare alla difesa dei diritti delle persone omosessuali.





