Il Mudet si prepara alla stagione della Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba con una serie di novità pensate per rafforzare il legame tra divulgazione, turismo ed esperienza diretta. Dopo i progetti sviluppati negli ultimi mesi sul fronte didattico, museale e culturale, il Museo del Tartufo punta ora a consolidare la propria presenza all’interno dell’offerta destinata ai visitatori che raggiungeranno Alba durante l’autunno.
Le nuove attività del Mudet saranno prenotabili a partire dal 1° luglio attraverso il sito della Fiera. Il programma prevede, durante il periodo della manifestazione, tre appuntamenti di analisi sensoriale ogni sabato e tre ogni domenica, affiancati da un percorso che unirà visita guidata e analisi sensoriale del tartufo il venerdì pomeriggio, il lunedì mattina e il mercoledì pomeriggio.
“L’obiettivo è offrire ai visitatori un’occasione in più per comprendere il tartufo non soltanto come prodotto gastronomico, ma anche come elemento culturale, ambientale e identitario del territorio”, spiega Antonio Degiacomi, presidente del Centro Nazionale Studi Tartufo.
L’iniziativa si inserisce nel percorso di crescita che il museo sta portando avanti. Dopo le collaborazioni con il Museo civico Federico Eusebio, le attività sviluppate durante Vinum e i progetti dedicati alle scuole e alla formazione, il Mudet cerca di rafforzare il proprio ruolo come luogo di divulgazione e interpretazione del patrimonio tartufigeno.
La promozione sul territorio accompagna il lancio delle nuove attività. Sono già in distribuzione 20 mila volantini informativi, mentre una newsletter dedicata ha raggiunto circa 1.500 strutture ricettive. Le iniziative vengono inoltre promosse attraverso i canali dell’ATL Langhe Monferrato Roero, compresa la newsletter “In/Formazione” destinata agli operatori turistici.
“Stiamo cercando di rendere il museo sempre più integrato all’interno dell’esperienza di visita del territorio, creando occasioni che permettano di approfondire la conoscenza del mondo del tartufo anche oltre gli appuntamenti fieristici”, osserva Degiacomi.





