Gusto e Gusti - 10 giugno 2026, 08:15

Osteria Bell’e Buona: Alberto Marchetti, storico gelataio Torinese, scommette sulla cucina di territorio a Cocconato

Il locale, puntato su una cucina essenziale ma capace di convincere per qualità e prezzi, è destinato a diventare il fulcro di un progetto finalizzato a dare centralità al paese dell’Astigiano in cui Marchetti è praticamente cresciuto

Osteria Bell’e Buona: Alberto Marchetti, storico gelataio Torinese, scommette sulla cucina di territorio a Cocconato

Via via che ci avvicinavamo a Cocconato, a svelarmi chi sia davvero Alberto Marchetti e quale fuoco incontenibile lo animi nel pensare e realizzare sempre nuovi progetti è stata Lucilla Beltrame, che per lui segue marketing e vendite di Zabà, lo zabaione in vasetto che ha consentito a questo prodotto piemontese una fruibilità a tutto campo. E il ritratto che me ne ha fatto è stato così puntuale e dettagliato che, osservandolo e ascoltandolo mentre mi accompagnava con un gruppo di colleghi lungo le strade di Cocconato, non ho più avuto ragione di stupirmi mentre ci disegnava il paese che ha in mente mostrandoci e illustrandoci, uno per uno, alcuni dei tasselli destinati a diventare i fulcri portanti di una realtà pensata in chiave turistica come intenzionalmente differente dalle Langhe: l’albergo diffuso, la salumeria, la pizzeria, la gelateria, l’officina per le biciclette, gli atelier degli artisti e infine, ultima ma capace di esprimere il file rouge lungo il quale si muove e si muoverà questo progetto di Marchetti, l’Osteria Bell’e Buona.


 

Se la memoria entra nei piatti

Questo locale non si chiama certo “osteria” per vezzo o per moda. Anche solo entrandoci, e osservando nel dehors dei ciclisti in pausa pranzo o qualche anziano del paese intento giocare a carte, si capisce immediatamente che l’intento di Marchetti non è stato affatto quello di dar vita a una finta "piola", magari contemporanea o di lusso, ma di creare un locale in linea con quel che Cocconato è stato. La cifra che caratterizza l’identità di questa singolare osteria, e sono i piatti stessi a dirlo, è dunque quella di una semplicità tutta giocata su essenzialità e qualità. E a raccontarcelo, più che le parole di Marchetti, sono stati i piatti stessi che, messi a punto dagli chef Fabrizio Cavassa e Serena Briozzo, 

via via arrivavano in tavola: dalla deliziosa Robiola di Cocconato, esaltata dalle note pulite dell'olio Giachino, 

all’intensa Albese col bagnetto verde ai funghi e insalatine primaverili;  dall’essenziale insalata di peperoni, tonno e acciuga, 

al vitello tonnato, in cui la qualità della carne e l’avvolgenza della salsa si armonizzano perfettamente; 

dai forse fin troppo equilibrati “tomini elettrici” agli esplosivi batsoà, piedini di maiale fritti espressione di una cucina piemontese davvero remota, 

al ben pensato tagliere di salumi, in cui a distinguersi è un prosciutto fumé, fino ad arrivare ai ben amalgamati ravioli con piselli fave taccole e robiola di Cocconato. 

Mi sono perso l’agnello, che non /./ ci stava davvero più e che tornerò certamente ad assaggiare, non senza però sottrarmi a una coppa di gelato, ai gusti di zabaione e... robiola, evidentemente di Cocconato, gustati nella gelateria prossima all’osteria. 

Tra prezzi giusti e belle bottiglie

Come ho già detto precedentemente, a fare il gioco in questa singolare osteria sono, per un verso, la qualità delle materie prime servite nella loro essenzialità o rielaborate con una cura che tuttavia non ha nulla di ricercato; per l’altro il prezzo decisamente onesto, specie se rapportato alla genuina eccellenza del cibo che arriva in tavola, sia delle singole portate sia di un pasto nel suo insieme; per l’altro infine dal servizio, ad un tempo veloce, empatico e professionale. E non manca nemmeno una carta dei vini di tutto rispetto, con bolle, bianchi, rosati e rossi. Ovviamente quasi tutta incentrata su quel Monferrato che è nel cuore di Alberto Marchetti e che, proprio col progetto di cui questa osteria è al momento un po’ il fulcro, egli intende valorizzare appieno. Il tutto con, forse, un unico limite: quello della distanza di Cocconato sia da Torino che da Asti. Un limite, però, del tutto superabile e che, quando sarete seduti al tavolo di questa osteria o vi farete un giro per il paese, dimenticherete in fretta.


 

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OSTERIA BELL’E BUONA 

Tipologia locale: Osteria
Indirizzo: Piazza Camillo Benso Conte di Cavour, 9 - Cocconato (AT) 

Telefono: (+39) 0141 1656565

Sito web: www.cocconatobellebuono.it 
Prezzi: antipasti (10–12€), primi (12–14€), secondi (15–16€), dolci (6€). Servizi: proposte vegetariane, animali ammessi, dehors
Ultima visita (pranzo stampa): maggio 2026
Sensazioni al volo: Il profumo dei batsoà fritti, accompagnati da vini del Monferrato fermi e frizzanti, con l’eco lontano della passione di una partita a carte giocata nel dehors. All'Osteria Bell’e Buona si ritrova l'atmosfera di paese e il sapore quasi dimenticato di piatti autentici. La qualità al giusto prezzo, senza inutili giri di parole.

Piergiuseppe Bernardi

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