Politica - 08 giugno 2026, 07:23

AVS Cuneo: “Il Ddl Valditara è una sconfitta culturale per la scuola pubblica”

Dal coordinamento provinciale un duro attacco al provvedimento: “Non tutela le famiglie, ma limita l’educazione affettiva e sessuale e indebolisce la prevenzione della violenza”

Giulia Marro

Giulia Marro

Riceviamo e pubblichiamo:

Il senatore della Lega Giorgio Maria Bergesio, tra gli altri esponenti meloniani cuneesi, esulta per l’approvazione del Ddl Valditara: “Vincono trasparenza e libertà educativa delle famiglie” dice. In realtà vincono: la sfiducia verso la scuola pubblica, la censura preventiva sui temi di sessualità, affettività e rispetto, e la volontà di lasciare i ragazzi in balia di stereotipi arretrati. 

Il tutto attraverso una norma che impone il consenso informato preventivo dei genitori, divieto assoluto nelle scuole dell’infanzia e primarie, visione preventiva dei materiali ed attività alternative. Non trasparenza, ma paralisi educativa. Smontiamo le due principali affermazioni di Bergesio: 

- “Nessuna scuola potrà svolgere attività su temi legati alla sessualità senza consenso preventivo” Non è buonsenso: è un veto che rende impossibile educare al consenso, al rispetto, alla prevenzione della violenza di genere proprio dove serve di più. In un Paese dove il femminicidio continua a galoppare per diseducazione affettiva e relazionale dei maschi, la scuola viene imbavagliata. 

- “L’educazione spetta alle famiglie, la scuola deve istruire” Falso e ipocrita. Istruire senza educare è impossibile. La Costituzione affida alla scuola il compito di formare cittadini liberi e consapevoli, non di assecondare l’ignoranza o l’arretratezza di alcune famiglie. Come ha scritto lucidamente un amico sui social: “Il ministro dell’ignoranza e dell’omofobia, in un paese dove il femminicidio galoppa per diseducazione dei maschi a gestire i rapporti, alla scuola è vietato educare senza il permesso ai genitori. In pratica il ruolo del ministro è controllare gli insegnanti che non insegnino troppo, che rispettino l’ignoranza e l’arretratezza delle famiglie.” 

Nella giornata di sabato 6 giugno, con grande soddisfazione, abbiamo letto che non siamo i soli ad opporci: quasi cento artisti, cantanti e personalità dello spettacolo – tra cui Fiorella Mannoia, Piero Pelù, Anna Foglietta, Alessandro Gassman, Ermal Meta, Claudia Pandolfi, Brunori Sas, Edoardo Leo, Calcutta e Viola Ardone – hanno firmato un appello della Fondazione “Una Nessuna Centomila” contro questo “sciagurato” provvedimento.

Nel loro documento sottolineano che l’educazione sessuo-affettiva è un diritto, non un’ideologia, come ribadito da OMS, UNESCO e Convenzione di Istanbul. Senza di essa cresce il rischio di risposte cercate solo sul web, aumenta l’accesso precoce alla pornografia, le malattie sessualmente trasmissibili e la violenza. "La violenza di genere è un fenomeno culturale e non può essere affrontata esclusivamente all’interno delle nostre case", scrivono. "Educare all’affettività e al rispetto è un atto di civiltà". 

Mentre il Governo mette il bavaglio alla scuola italiana, in Piemonte, con un atto di indirizzo proposto dalla "nostra" consigliera regionale Giulia Marro, proponiamo invece il percorso opposto e concreto: investire in educazione sessuo-affettiva, relazionale ed emotiva anche per adulti e anziani: cerchi degli uomini, percorsi di consapevolezza sul patriarcato, emozioni, potere e fragilità, formazione continua nei consultori, centri civici, associazioni e aree interne. 

Perché prevenire la violenza non significa solo dire ai ragazzi “siate diversi”, ma mettere in discussione i modelli adulti che ancora oggi riproducono possesso, controllo e rimozione delle emozioni. Per tornare a questa sciagurata norma targata Valditara, essa non difende le famiglie: le usa come alibi per smantellare l’autonomia scolastica, aumentare le disuguaglianze e indebolire la prevenzione.

I ragazzi che vivono in contesti chiusi resteranno più esposti, mentre la scuola perde strumenti fondamentali contro bullismo, stereotipi e violenza. La Lega festeggia una “vittoria”. Noi la chiamiamo sconfitta culturale. La scuola pubblica laica deve continuare a educare, aggirando dove necessario gli ostacoli burocratici, fino al superamento di questa norma oscurantista. La vera libertà educativa libera le menti. Non le rinchiude. 

Coordinamento provinciale AVS Cuneo - Possibile Cuneo

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