Dopo aver conquistato la semifinale regionale CSI Under 14 superando per 4-2 il Real Torino, la Pro Rocca Gaiola si è fermata nella finale, disputata a Vicoforte, cedendo per 5-0 contro il Piazza.
Al di là del risultato maturato sul campo, ha però suscitato alcune riflessioni tra genitori e sostenitori presenti. Riceviamo e pubblichiamo la lettera di un lettore che, partendo dall'esito della gara, pone una questione più ampia sul significato educativo dello sport giovanile e sul rapporto tra regolamenti, competitività e valori promossi dal Centro Sportivo Italiano.
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“Scrivo queste righe per fare una riflessione in merito alla finale regionale CSI per la categoria Under 14 di calcio a 11 svoltasi domenica 7 giugno a Vicoforte che vedeva affrontarsi due squadre della provincia di Torino (Real 909 Bianchi e Real 909 Neri) e due squadre della provincia di Cuneo (Piazza e Pro Rocca Gaiola) rispettivamente prime e seconde qualificate dei relativi campionati.
Stando a quanto si legge sul sito del CSI la missione del Centro Sportivo Italiano è educare attraverso lo sport, promuovere l'attività sportiva come strumento di crescita umana, aggregazione e prevenzione del disagio sociale, ispirandosi ai valori cristiani. Tutto giusto e condivisibile se non fosse che questi valori sovente sono prevaricati da norme irragionevoli. Nello specifico la squadra Piazza ha tesserato numerosi giocatori che partecipano a un campionato di altra categoria (Under 14 regionali FIGC) per alzare di parecchio il livello della propria squadra e come dice una nota pubblicità 'vincere facile'.
Chiarisco che questa società non ha fatto nulla che non fosse regolare sotto il profilo prettamente burocratico, ma dal lato etico e del rispetto degli avversari e soprattutto dei suoi ragazzi che a causa dei nuovi 'acquisti' non hanno potuto partecipare a pieno a questo traguardo che si erano guadagnati sul campo qualche dubbio rimane.
Se anche a questi livelli ed in questi campionati, dove dichiaratamente i valori dello sport vengono prima del risultato fine a se stesso, non si riescono a capire questi concetti, credo che lo scoramento e la delusione visti sui visi e nelle parole di ragazzi e genitori presenti sia comprensibile e giustificata.
Scoramento e delusione dati non tanto dai risultati quanto dal prendere coscienza che più di tutto conta il successo, senza badare troppo a come raggiungerlo”.