Agricoltura - 04 giugno 2026, 19:38

Peste suina anche nel Cuneese: il ministro della Salute Schillaci riferisce in Senato

"Attivata collaborazione con l'Enci per l'impiego di cani molecolari nella ricerca delle carcasse (…). Sono stati chiusi i varchi critici lungo l'autostrada Asti-Cuneo, uno dei principali corridoi di attraversamento dei cinghiali"

Il ministro della Salute Schillaci

Il ministro della Salute Schillaci

I focolai di peste suina in Italia sono passati "da 31 nel 2024 a 1 nel 2026, frutto di anni di lavoro coordinato, capillare e spesso silenzioso".

Così il ministro della Salute, Orazio Schillaci, rispondendo al question time al Senato all'interrogazione sul contrasto alla diffusione della peste suina africana.

In merito al cinghiale positivo alla peste suina in provincia di Cuneo, "seguiamo con attenzione e interverremo", ha precisato Schillaci.

"Su Cuneo stiamo definendo una strategia dedicata che tiene conto delle specificità epidemiologiche, ambientali e produttive del territorio - ha chiarito il ministro -. Sul fronte operativo, il commissario straordinario ha attivato la collaborazione con l'Enci per l'impiego di cani molecolari nella ricerca delle carcasse, uno strumento prezioso per individuare in anticipo la circolazione del virus nella fauna selvatica. Sono stati chiusi i varchi critici lungo l'autostrada Asti-Cuneo, uno dei principali corridoi di attraversamento dei cinghiali. Proseguono poi le attività di depopolamento del cinghiale selvatico, con 1 milione di euro già stanziato alle Regioni per rafforzare questi interventi. E la sorveglianza negli allevamenti è stata ulteriormente intensificata".

"Vorrei essere chiaro su un punto politico fondamentale", ha proseguito Schillaci: "La peste suina africana non è solo una questione veterinaria. E' una questione di sovranità alimentare e di economia nazionale. Stiamo parlando di 8 milioni di capi allevati, quasi 23mila allevamenti, un fatturato di 3 miliardi nella fase agricola e 8 miliardi in quella industriale - ha ricordato -. Stiamo parlando di prosciutti, salami, produzioni Dop e Igp che sono il simbolo del Made in Italy nel mondo. Un cedimento su questo fronte non sarebbe solo un danno sanitario, sarebbe una ferita all'identità produttiva della Nazione. Per questo non ci limitiamo a gestire l'emergenza: la preveniamo. E quando l'emergenza colpisce comunque - come a Cuneo - rispondiamo con tempestività, con risorse e con un sistema che negli ultimi anni abbiamo costruito e rafforzato".

Sul fronte economico, il ministero dell'Agricoltura "ha già stanziato nel corso del 2025 complessivamente 25 milioni di euro in favore delle imprese suinicole che hanno subito danni indiretti. E abbiamo chiesto alla Commissione europea l'attivazione delle misure eccezionali di sostegno al mercato previste per le emergenze da malattie animali. Gli allevatori non sono soli", ncluso il ministro. (Frm/Adnkronos Salute)

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