Politica - 31 maggio 2026, 13:04

Festival della Tv, Enrico Mentana non cambia idea su Gaza: "Un massacro ingiustificabile, ma il genocidio è un'altra cosa" [VIDEO]

Il direttore del Tg di La7 è intervenuto sul palco dell'evento di Dogliani. Tanti gli argomenti affrontati, tra i quali le posizioni divergenti sull'utilizzo del termine per descrivere quanto sta ancora accadendo nella Striscia

Festival della Tv, Enrico Mentana non cambia idea su Gaza: "Un massacro ingiustificabile, ma il genocidio è un'altra cosa" [VIDEO]

Il direttore del Tg di La7, il giornalista Enrico Mentana, questa domenica mattina è stato ospite del Festival della Tv di Dogliani. Sul palco della centralissima piazza Umberto I, Mentana ha intrattenuto il folto pubblico presente con una chiacchierata moderata dalla giornalista e conduttrice televisiva Mia Ceran

Il salottino si è aperto subito con una domanda spinosa. Al direttore è stato chiesto se ritiene ancora che "genocidio" non sia il termine corretto per definire quanto stia ancora accadendo in Palestina: "Non ho cambiato idea, non è nella mia indole." - ha esordito Mentana - "Ciò di cui parlavo era evidente dal 7 ottobre 2023. Penso che sia in corso una guerra asimmetrica, visto che non esiste un esercito palestinese. Esistono dei movimenti di guerriglia, anche con aspetti terroristici  nella galassia palestinese, ma quella di Gaza è una guerra di reazione sproporzionata, che ha dato luogo a massacri ingiustificabili di civili. E questo solo chi non è sano di mente lo può negare o solo chi è molto legato a una delle due parti. Chi fa il giornalista deve raccontare quello che sa e quello che vede. Genocidio è una parola iperbolica affibbiata agli israeliani perché il genocidio che tutti ricordano e che tutti hanno studiato è quello che ha avuto gli ebrei come vittime e qui subentra l'affascinante visione della vittima che diventa carnefice. Tutto questo può piacere a chi ama le iperbole, a chi sostiene fortemente la causa palestinese, ma il giornalista deve dire le cose come stanno. Il genocidio è un altro discorso. Devono esserci due popoli e due stati? Si! Bisogna lavorare perché ci sia pace in quella parte del Medioriente? Si, assolutamente; Ci vuole libertà? SI! Su tutte queste cose non trovo nessuno che non sia d'accordo, se non quelle che sostengono che lo stato d'Israele debba scomparire."

Mentana è intervenuto anche sulla polemica innescata dalle affermazioni del cantautore Francesco De Gregori, il quale ha sostenuto che gli artisti non debbano necessariamente esprimere la propria posizione su certi temi. "Per un giornale è' giusto aver la propria linea editoriale" - ha continuato il primo storico direttore del Tg5 - "ma non devi  dire la tua per forza su tutto, chi ha torto e chi ha ragione. Bisogna raccontare gli eventi e lasciare che la gente ragioni con la propria testa. Capisco la posizione di De Gregori, che sostiene che gli artisti non debbano per forza apparire come fighi e far vedere di essere più bravi e più belli dei politici. Ad esempio non si capisce come mai tanti "Bruce Springsteen" parlino male di Trump, mai poi la maggioranza assoluta degli elettori americani l'abbia votato. La democrazia ha queste contraddizioni. Non conosco nessuno che non pensi o che non dica, me compreso, che Trump sia un pazzo o un pericoloso. Nonostante i suoi trascorsi, però, gli americani nel 2024 hanno votato maggioritariamente per lui. Se Trump è un pazzo, vuol dire che sono pazzi anche la maggior parte degli americani?"

Ecco un frammento del suo intervento:

Matteo La Viola

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