Sono passati sette mesi da quando, a metà ottobre dello scorso anno, era stata lanciata a Cuneo la Rete Civica della Granda, un soggetto politico che avrebbe dovuto rappresentare una riedizione, per quanto riveduta e riadattata, di quella che era stata l’esperienza di Monviso in Movimento.
Una sorta di seconda gamba del centrosinistra, dialogante ma distinta dal Pd, in grado di competere col Patto Civico di Luca Robaldo.
I buoni propositi hanno ben presto dovuto fare i conti con le complicate vicende amministrative del capoluogo, situazioni che hanno finito col congelare le attività di una Rete a maglie troppo larghe o troppo strette, a seconda dei punti di vista.
Sta di fatto che le buone intenzioni si sono scontrate con una realtà di equilibrismi tattici quando non di individualismi che ne hanno, all’atto pratico, determinato la paralisi.
Il suo referente, Marco Bertone, alle prese con lo sfilacciamento di quella che fu “Crescere Insieme” – oggi divenuta “Cuneo Civica” – non è riuscito a federare gli ex amici di Giovanni Quaglia con l’altro gruppo civico di maggioranza “Cuneo Solidale e Democratica”.
Si mormora che qualcuno sia addirittura tentato dalle sirene pattiste anche perché un “civismo” indefinito si presta a confusioni, specie laddove i distinguo tra questo o quel gruppo appaiono ai più bizantinismi di passate stagioni politiche.
Ora dopo un lungo silenzio, interrotto solo da un paio di comunicati stampa finalizzati a certificarne l’esistenza, la Rete prova a ripartire da Saluzzo per iniziativa del giovane consigliere comunale Andrea Vassallo, che ieri sera è riuscito a portare alla sala tematica del Quartiere (ex caserma Musso) oltre 120 persone, radunandole dai quattro angoli della provincia.
Il tema era un convegno dal titolo “Europa dei territori: cooperazione, sviluppo e identità nelle aree di confine”, momento di confronto e approfondimento dedicato al ruolo delle comunità locali nel processo di integrazione europea.
Accanto al “padre nobile” di Apice Franco Chittolina, che resta sul territorio piemontese uno dei massimi esperti di cultura politica europea, Bruno Tabacci, veterano del Parlamento, già presidente della Regione Lombardia e sottosegretario alla Presidenza del Consiglio nel Governo Draghi.
Dopo i saluti istituzionali del sindaco, Franco Demaria e l’intervento della vicesindaco Francesca Neberti sui progetti Alcotra, i due relatori hanno tracciato un quadro della situazione dell’Europa, caratterizzata dalla precarietà di una convulsa congiuntura internazionale e da una geopolitica che resta in drammatica fibrillazione.
Tabacci ha evidenziato – storia alla mano – come l’europeismo costituisca l’unica vera prospettiva d pace e prosperità per il nostro Paese pur con tanti interrogativi sul suo futuro.
L’europeismo – da quel che si è compreso nel corso della serata – è in questo momento l’unico vero collante della Rete Civica, mentre sul piano politico locale tutto (o quasi) resta da disegnare.
A questo proposito, Tabacci ha messo in guardia dai limiti (e rischi) di un “civismo” fine a se stesso, privo di anima politica.
Un elemento di riflessione per Bertone e i suoi che si apprestano ad una stagione elettorale che a Cuneo – dove si voterà per le amministrative nel 2027 – appare ancora magmatica.
Prima delle comunali di Cuneo, Mondovì e Savigliano e altri importanti centri del Cuneese ci saranno le elezioni provinciali.
Anche qui un altro banco di prova per la Rete Civica che oggi annovera un solo rappresentante, Stefania D’Ulisse, che in Provincia fa parte del gruppo di centrosinistra La Nostra Provincia.








