Prosegue davanti alla Corte d’Appello di Torino il processo di secondo grado per il crollo del ponte di Fossano, avvenuto il 18 aprile 2017. Nell’udienza di oggi sono stati ascoltati i consulenti tecnici della Procura, l'ingegnere Luca Giordano e il professor Roberto Doglione del Politecnico di Torino.
L’udienza rappresentava il proseguo di quella celebrata lo scorso 22 aprile, quando la Corte aveva disposto la rinnovazione del dibattimento e la nuova escussione dei consulenti tecnici del pubblico ministero, già sentiti in primo grado, ritenendo necessario approfondire nel merito le cause del collasso della struttura.
Nel corso della sua deposizione, l’ingegnere Luca Giordano ha illustrato come, nel viadotto, vi fosse una mancanza di iniezione di boiacca per circa un terzo della lunghezza dei cavi. Secondo il consulente, i cavi sarebbero stati lentamente corrosi dalle infiltrazioni d’acqua penetrate nei tubi di sfiato di iniezione, cioè quelli che avrebbero dovuto essere riempiti proprio con la boiacca ma che, invece, sarebbero rimasti vuoti.
Concorde su questo punto anche il professor Roberto Doglione, docente del Politecnico di Torino, secondo cui la corrosione si sarebbe sviluppata all’interno della struttura risultando quindi impossibile da individuare attraverso una semplice osservazione esterna del viadotto.
Il processo d’Appello riguarda sia le impugnazioni presentate dalla Procura di Cuneo contro due delle assoluzioni pronunciate in primo grado, sia gli appelli proposti dalle difese contro le quattro condanne per disastro colposo inflitte dal Tribunale di Cuneo nel settembre 2024.
Al termine dell’udienza, la Corte d’Appello di Torino ha rinviato il procedimento al 16 ottobre per la discussione finale del caso.





