“L’emozione di essere su un grande palco è pura adrenalina mista a libidine”. Lui è il mitico “The Big Drummer” Ivano Zanotti. Lo incontriamo oggi, in occasione dell’apertura dell’11ª edizione di Monferrato On Stage, la rassegna itinerante la rassegna creata e gestita da Fondazione MOS ETS che unisce le eccellenze gastronomiche alla musica, valorizzando e facendo conoscere sempre più il territorio situato tra le province di Torino, Asti e Alessandria.
Prima tappa sabato, 23 maggio, a Lauriano (TO) alle ore 21:30 con “Storie di Rock’n’roll, uno spettacolo tra musica e racconti dei musicisti che hanno affiancato artisti come Edoardo Bennato, Luciano Ligabue, Claudio Baglioni e Loredana Berté. Sul palco, insieme a Ivano Zanotti ci saranno gli straordinari musicisti Giuseppe Scarpato e Mario Guarini, per un super power trio.
Emiliano verace, nato a Bologna il 25 agosto 1980, all’età di circa 8 anni Zanotti impugna per la prima volta le bacchette, per poi non lasciarle mai più. Gli studi con il grande maestro Mauro Gherardi e quel corso di percussioni presso il Conservatorio G.B. Martini di Bologna: a soli 16 anni inizia l’attività da professionista, con un tour europeo assieme ai ravennati Miskatonic University. Nel tempo, tra attività concertista ma anche didattica (attualmente è insegnante presso il Conservatorio di Trapani), ha collaborato con grandi nomi del panorama musicale italiano ed internazionale.
“Storie di Rock’n’roll nasce innanzitutto da una conoscenza di molti anni, quella con appunto Giuseppe Scarpato e Mario Guarini, che si è trasformata nel tempo in amicizia e voglia di fare insieme non soltanto un concerto ma una chiacchierata profonda con il pubblico - ci racconta Ivano Zanotti - Domani sera non ci sarà soltanto musica ma lasceremo spazio a domande e risposte, curiosità, aneddoti… Condividendo la nostra personale esperienza, ognuno con gli artisti con i quali ha collaborato, musicale ed umana.”
SCANDENDO IL RITMO DI QUELLA PASSIONE…
Da ben 13 anni Zanotti è il batterista di Loredana Bertè (di cui cura anche la direzione musicale) e da due anni di Cristiano De André. È stato poi fino allo scorso anno il batterista di Luciano Ligabue ed era stato chiamato anche da Vasco Rossi per una importante collaborazione in studio di registrazione.
Di lui, mentre si esibisce, è impossibile non notare, oltre che la straordinaria bravura, quel saper fare spettacolo. La sua grinta e la sua grande passione sono l’esempio di chi comunque non ha mollato.
Quelle bacchette che tengono il tempo sono le stesse che gli hanno insegnato a guardare il tempo ed a viverlo a pieno nel suo ritmo incessante: “Sono una persona che non ama pensare al passato - dice - Credo che quello che è stato sia esattamente quello che doveva essere. Poi la musica in questo ti insegna molto. Quindi non amo pensare ‘avessi studiato di più, avessi fatto altre scelte’. Stare nel ritmo della vita per me significa proprio questo: essere sempre pronto, vivere il presente sapendo che l’attimo dopo è già passato. Non fermarsi, seguire il ritmo.”
Ivano bambino, a 8 anni, ed Ivano oggi: c’è una stretta, un’emozione nel modo di impugnare quelle bacchette, che è sempre la stessa. C’è quella passione, in un messaggio davvero importante per tutti i ragazzi: “Ai giovani dico sempre bisogna capire se la passione è più grande di te, perché quando lo è l’unica cosa da fare è andare avanti a testa basta senza preoccuparsi di nulla delle sconfitte, consigli, non consigli. Non mollare perché se la passione è veramente forte qualcosa arriva, se invece lo fai tanto per fare non arriverà mai niente.”
E la passione, si sa, scandisce ma soprattutto nutre straordinariamente anche un altro ritmo: quello del cuore.





