Economia - 16 maggio 2026, 06:04

Cuneo a due velocità: nel 2025 i motori vanno in rosso, ma la Granda investe 837 milioni nei beni durevoli

Mentre il comparto auto e moto subisce un brusco arresto, le famiglie cuneesi si rifugiano nel "bene casa": volano elettrodomestici e tecnologia. Secondo l'osservatorio Findomestic, la spesa media familiare nella Granda supera quella di Torino

Cuneo a due velocità: nel 2025 i motori vanno in rosso, ma la Granda investe 837 milioni nei beni durevoli

Il 2025 si è delineato come un anno di spiccata prudenza per le famiglie piemontesi, con una spesa complessiva per i beni durevoli scivolata a 6,048 miliardi di euro e una contrazione del 3,8%.

In questo scenario, la provincia di Cuneo ha registrato una flessione del 4,5%, attestandosi su un volume d'affari di 837 milioni di euro. Il dato cuneese è stato fortemente condizionato dal brusco rallentamento della mobilità, che ha visto le auto nuove crollare a 190 milioni di euro (-13,3%) e i motoveicoli subire un vero e proprio tracollo del -17,8%, una performance decisamente più critica rispetto alla media regionale e al calo più contenuto di Torino (-11%).

Nonostante la frenata dei motori, il mercato cuneese ha mostrato una notevole resilienza nei settori legati all'abitazione: con una spesa media per famiglia di 3.175 euro, i cittadini della Granda hanno scelto di proteggere gli investimenti domestici, portando gli elettrodomestici a 56 milioni di euro (+0,8%) e l'information technology a 22 milioni (+0,6%), mentre il comparto dei mobili ha tenuto l'urto con 182 milioni e un lieve calo dello 0,4%.

Analizzando il posizionamento di Cuneo rispetto alle altre province, emerge un territorio a due velocità: se da un lato la flessione complessiva è più marcata di quella di Torino (-3,3%) o Alessandria (-3,2%), dall'altro la provincia evita il crollo verticale di Novara, maglia nera della regione con un -5,7%. 

Sebbene la spesa media familiare cuneese superi quella del capoluogo torinese (3.091 euro), resta comunque lontana dai primati di Biella, leader regionale con 3.638 euro, e di Alessandria (3.389 euro). Il tratto distintivo di Cuneo nel panorama piemontese risiede proprio nella sua capacità di difesa dei comparti "casa" e "digitale", dove i segni positivi negli elettrodomestici e nell'informatica superano le performance di Asti o Novara, controbilanciando in parte una crisi dell'automotive che nel cuneese è apparsa tra le più acute di tutta la regione.

Approfondendo ulteriormente l'analisi elaborata da Findomestic, emerge come la provincia di Cuneo rappresenti nel 2025 il secondo mercato più vasto del Piemonte in termini di volumi assoluti, pesando per quasi il 14% sull'intera spesa regionale. Tuttavia, la flessione dei consumi cuneesi evidenzia una polarizzazione dei comportamenti d'acquisto più netta rispetto ad altre zone: mentre a Verbania si è assistito a una sorta di "rifugio" nel mercato dell'usato per contenere i costi, a Cuneo la contrazione della mobilità è stata trasversale, colpendo duramente non solo il nuovo ma anche i motoveicoli, che con il loro -17,8% segnano uno dei dati peggiori della regione dopo Alessandria. Questo suggerisce che le famiglie cuneesi non abbiano cercato alternative economiche nello stesso settore, ma abbiano deliberatamente spostato il proprio potere d'acquisto verso il benessere privato e la connettività.

Questo travaso di risorse è particolarmente evidente se si confronta il dato digitale: l'information technology a Cuneo cresce dello 0,6%, una performance che, pur sembrando modesta, brilla se paragonata al segno negativo di Verbania o alla stagnazione di Biella. Tale dinamica suggerisce che nel cuneese la digitalizzazione domestica sia diventata una priorità irrinunciabile, superiore persino alla sostituzione dello smartphone, dato che la telefonia ha segnato un -1,4% (62 milioni di euro). In definitiva, il profilo che emerge della provincia di Cuneo è quello di un territorio che, pur in un anno di sofferenza economica generale, mantiene una capacità di spesa elevata e consapevole, privilegiando la qualità della vita all'interno delle mura domestiche rispetto alla proiezione esterna e agli spostamenti, consolidando una tendenza alla "casa-hub" che sembra essere più radicata qui che nel resto del Piemonte.

Il cuneese non ha "ripiegato" sull'usato (come Verbania), ha proprio cambiato categoria merceologica. Ha smesso di viaggiare e ha iniziato a connettersi e arredare. Questo trasforma la provincia da "territorio di movimento" a "territorio stanziale tecnologico", un cambiamento che potrebbe avere ripercussioni a lungo termine anche sulle strategie dei rivenditori locali.

“Il Piemonte continua a generare un valore importante di consumi in beni durevoli e livelli medi di spesa per famiglia ancora elevati - dichiara Claudio Bardazzi, responsabile Osservatorio Findomestic. Nel 2025, però, il quadro mette in evidenza una domanda più prudente: la frenata dell’auto nuova e, più in generale, della mobilità, condiziona l’andamento complessivo, mentre le famiglie difendono soprattutto gli acquisti legati alla casa. La tenuta dei mobili, il segnale positivo degli elettrodomestici e la crescita dell’information technology raccontano infatti un consumatore più selettivo, ma non fermo. Anche le differenze tra le province indicano che esistono basi solide su cui costruire la ripartenza: la sfida sarà accompagnare questa capacità di spesa verso consumi più innovativi, accessibili e sostenibili”.


 


 

Angela Panzera

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