Attualità - 16 maggio 2026, 08:27

Inaugurato il biodigestore di Borgo San Dalmazzo, trasformerà l’umido della provincia in energia rinnovabile per 3.000 famiglie e compost per l’agricoltura

L'impianto realizzato da Acsr grazie a un investimento complessivo di 16 milioni di euro, di cui 12,9 finanziati a fondo perduto dal Pnrr

Il taglio del nastro dell'impianto realizzato dall'Azienda Cuneese Smaltimento Rifiuti Spa

Il taglio del nastro dell'impianto realizzato dall'Azienda Cuneese Smaltimento Rifiuti Spa

È stato ufficialmente tagliato il nastro del nuovo biodigestore di Borgo San Dalmazzo, realizzato presso la sede dell'Azienda Cuneese Smaltimento Rifiuti Spa. "Un’opera strategica per il territorio – rimarca l'Acsr – che trasformerà la frazione organica dei rifiuti urbani (l’“umido” della raccolta differenziata) in biometano e compost di alta qualità, segnando un passo decisivo verso l’economia circolare e l’indipendenza energetica della provincia di Cuneo".

Alla cerimonia di inaugurazione, svoltasi nel pomeriggio di ieri, venerdì 15 maggio, hanno preso parte numerose autorità: il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, la sindaca di Cuneo e portavoce dei primi cittadini dei 54 Comuni soci di Acsr Spa Patrizia Manassero, il presidente della Provincia Luca Robaldo, la deputata Monica Ciaburro, il presidente di Acsr Spa Giancarlo Isaia, il direttore generale di Acsr Spa Cristiana Giraudo, e il presidente del Consorzio Ecologico Cuneese (CEC) Pier Giorgio Quiriti. Sono stati inoltre letti i messaggi di saluto del ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin e di quello della Difesa Guido Crosetto.

Un momento di particolare leggerezza e originalità è stato la consegna al presidente Cirio di una vignetta personalizzata, realizzata dall’artista Danilo Paparelli, che ha anche curato le illustrazioni della favola di Mastro Rumentino inserite lungo il sentiero didattico dell’impianto usufruibile dalle scolaresche.

Il biodigestore, entrato nella fase di avviamento nelle scorse settimane, entrerà in esercizio provvisorio a giugno per raggiungere il pieno regime entro l’estate 2026. I lavori, affidati a Entsorga Italia Spa, sono partiti nel dicembre 2024 e si sono conclusi nel marzo scorso, per un investimento complessivo di circa 16 milioni di euro, di cui 12,9 milioni finanziati a fondo perduto dal PNRR.

L’impianto utilizza una tecnologia avanzata a digestione anaerobica “semi-dry”, chiusa e in depressione con biofiltri, che riduce al minimo le emissioni odorigene. Può trattare ogni anno 35.000 tonnellate di rifiuto organico (FORSU) e 10.000 tonnellate di scarti di legno e verde, affiancandosi alla già esistente sezione di compostaggio aerobico.

A pieno regime, il biodigestore produrrà:

• oltre 3,4 milioni di metri cubi annui di biometano, immesso nella rete nazionale, equivalenti a 35.000 MWh di energia rinnovabile, sufficienti al fabbisogno di circa 3.000 famiglie;

• fino a 11.000 tonnellate annue di compost di alta qualità, utilizzabile in agricoltura biologica e convenzionale.

Dal punto di vista energetico, l’impianto è estremamente efficiente: consuma 5.000 MWh all’anno, ma ne produce oltre 35.000, pari a sei volte l’energia che utilizza.

“Oggi non inauguriamo solo un impianto, ma celebriamo una promessa mantenuta con i cittadini e il territorio”, ha dichiarato Giancarlo Isaia, presidente di Acsr Spa. “Una promessa mantenuta rispettando i tempi stretti imposti dal PNRR, nonostante i rincari e una delicata situazione internazionale. Questo progetto ha conosciuto dubbi e resistenze, che ci hanno spinti a fare meglio e a spiegarci con più chiarezza. L’impianto è stato realizzato in appena 15 mesi senza mai interrompere le attività di Acsr Spa, un risultato tutt’altro che scontato per un cantiere di questa complessità. L’impianto produrrà energia pari a sei volte quella che consuma e abbiamo progettato ogni dettaglio per ridurre al minimo l’impatto ambientale. Troppo spesso la transizione ecologica viene raccontata come un sacrificio: nella realizzazione di questo impianto invece ci sono state intelligenza, coraggio e capacità di fare sistema”.

Il presidente della Provincia di Cuneo, Luca Robaldo, ha voluto sottolineare la capacità del territorio di saper cogliere le opportunità: “Qui ci sono amministratori e tecnici che sanno gestire le risorse che i bandi mettono a disposizione. Questa provincia ha saputo prendere e guidare il treno del PNRR”.

Per la deputata Monica Ciaburro, presente all’evento, si è trattato di “una giornata di buona politica che dall’Europa arriva a Borgo San Dalmazzo”, a testimonianza di come i fondi comunitari possano tradursi in opere concrete per le comunità locali.

Il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, ha sottolineato il valore strategico dell’opera: “Dobbiamo vivere nel mondo reale, dove i rifiuti ci sono e serve energia. Come amministratori dobbiamo misurarci con queste esigenze. Il nostro Paese non ha una politica energetica da molti anni perché, per non scontentare nessuno, spesso si rimandava senza decidere. Qui si è agito diversamente, confrontandosi anche con i timori dei cittadini, fino ad arrivare a un progetto capace di offrire garanzie concrete. Questa è un’infrastruttura fondamentale per l’indipendenza energetica, come ci ricorda l’attualità in queste settimane, in cui rischiamo di rimanere senza energia per il blocco di uno stretto lungo appena qualche chilometro”.

Attualmente, i 54 Comuni soci di Acsr Spa producono circa 10.000 tonnellate annue di organico. Per raggiungere la piena capacità di 35.000 tonnellate, l’obiettivo è rendere il biodigestore di Borgo San Dalmazzo l’impianto di riferimento per tutta la provincia. È già stato formalizzato un accordo con il consorzio albese (Coabser) e sono in fase di definizione quelli con l’area monregalese (Acem) e con il consorzio saluzzese (Csea). L’obiettivo è eliminare gran parte dei trasporti fuori provincia, con benefici in termini di minori emissioni e riduzione dei costi.

“I rifiuti sono un tema tosto, ce ne dobbiamo fare carico nel migliore dei modi possibili”, ha commentato Patrizia Manassero, sindaca di Cuneo. “Aver raggiunto questo risultato significa aver gestito nel migliore dei modi i fondi che ci sono stati affidati: una bella medaglia per il territorio”.

L’impianto è stato progettato per ridurre al minimo l’impatto ambientale: la tecnologia “semi-dry” non richiede apporto di acqua e riduce del 90% la produzione di percolato rispetto agli impianti tradizionali. L’incremento del traffico pesante sarà limitato a quattro mezzi aggiuntivi al giorno, tra ingressi e uscite.

Per consentire alla cittadinanza di conoscere da vicino questa infrastruttura, sabato 16 maggio, dalle ore 9 alle ore 12, l’impianto sarà aperto a tutti con visite guidate a gruppi ogni 30 minuti. Un’opportunità unica per vedere come l’umido della raccolta differenziata si trasforma in energia e fertilizzante.

C. S.

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