«Solo la carità salverà il mondo». Con questo motto ricavato da un’espressione di don Orione, il 16 maggio 2004 in piazza San Pietro, papa Giovanni Paolo II elevava agli onori degli altari la santa figura del fondatore della congregazione dedicata alla Divina Provvidenza. Quel giorno di canonizzazione, di cui ricorre oggi il 22° anniversario, è stato scelto come festa liturgica di San Luigi Orione.
Nato in un piccolo paese del Piemonte, Pontecurone, da povera famiglia, spese tutta la sua vita nelle opere di carità per i giovani, per i poveri nell’intento di portare a Cristo tutte le anime. Avendo sempre nel cuore il desiderio di “servire nell’uomo il Figlio dell’Uomo”, ha camminato per il mondo, raggiungendo quei luoghi in cui più forte si manifestava la richiesta d’aiuto. Uomo tra gli uomini, ha saputo dare una risposta generosa e appassionata alle sofferenze del mondo, lasciando in eredità numerose opere di carità ai molti che lo hanno seguito e continuano ad ispirarsi al suo esempio.
Per ricordarlo in questa giornata di festa, facciamo un salto nel passato quando a Bra era presente l’opera orionina a Villa Moffa, in frazione Bandito, richiamata dalla statua posata in uno di due ingressi laterali del Santuario nuovo della Madonna dei fiori.
Proprio nel Santuario tanto caro a san Luigi Orione sarà celebrata la Messa alle ore 8 a cui sono invitati coloro che frequentavano Villa Moffa per rinsaldare i sentimenti di affetto reciproco, di amicizia con la comunità e di gratitudine nei confronti di quel santo che con la sua Opera li ha accolti in gioventù.





