La musica che guarda alle proprie origini senza restare ancorata al passato è il filo conduttore della sesta edizione di “Colline in Musica”, il festival di musica da camera in programma dal 2 al 28 giugno 2026 tra Langhe, Roero e Monferrato.
Il tema scelto, “Radici”, attraversa l’intero cartellone, proponendo un dialogo tra tradizione e contemporaneità, tra territori e linguaggi musicali diversi, in un’edizione che amplia ulteriormente la geografia della rassegna e rafforza il confronto tra artisti affermati e nuove generazioni.
L’inaugurazione è prevista lunedì 2 giugno alle 18.30 al Castello di Guarene, che celebra i 300 anni dalla sua apertura. Protagonisti saranno l’Orchestra da Camera “Michelangelo Abbado”, nuova denominazione dell’ensemble già noto come LMR – Langhe Monferrato Roero – e il violoncellista Francesco Dillon. Un debutto che rende omaggio al violinista albese Michelangelo Abbado e che propone un programma capace di attraversare tre secoli di musica, da Ghedini a Bach, fino a una nuova commissione del Festival al giovane compositore torinese Gioele Pierro e al repertorio novecentesco di Bartók.
“Il tema delle radici viene declinato in molti modi diversi”, spiega il direttore artistico Adrian Pinzaru, sottolineando come il Festival intrecci radici territoriali e culturali, tradizioni popolari e influenze internazionali, in un racconto musicale che unisce epoche e stili differenti.
Tra le novità dell’edizione 2026 figura l’ingresso di nuove sedi accanto ai luoghi già consolidati della rassegna. Ai Castelli di Guarene e Grinzane Cavour, al convento di San Francesco a Cortemilia, alla chiesa di Santa Chiara a Bra, a Castagnito, Neviglie e Piobesi d’Alba, alla Reggia di Venaria e a Palazzo Re Rebaudengo, si aggiungono il Castello Falletti di Barolo, l’Archivio di Stato di Torino, il Castello dei Marchesi di Busca a Mango, la Sala Fenoglio ad Alba e la chiesetta romanica di San Secondo a Cortazzone. Spazi diversi ma accomunati dall’intento di mettere in dialogo musica, architettura e memoria storica, con progetti che uniscono ispirazione antica e linguaggi contemporanei.
Cambia anche il modello dedicato alla formazione: i giovani musicisti, finora coinvolti in percorsi paralleli, entreranno direttamente nel cartellone principale, condividendo il palco con interpreti di fama internazionale. Un passaggio che rafforza il ruolo del Festival come luogo di crescita e scambio, evidente in appuntamenti come quello del 21 giugno, che vedrà esibirsi insieme artisti affermati e nuovi talenti.
Sempre più marcata anche la dimensione internazionale della rassegna, che ospiterà l’Ensemble del Conservatorio di Chengdu, portando in Piemonte la tradizione musicale cinese, e accoglierà artisti provenienti da Armenia, Romania e Albania. Un dialogo culturale che si estende oltre i confini locali e che include anche un evento “off” in programma a Durazzo il 9 luglio, a testimonianza di una rete artistica in continua espansione.
“Colline in Musica” conferma così la propria vocazione a intrecciare paesaggio, storia e suono, trasformando castelli, chiese e dimore storiche in luoghi vivi di ascolto e incontro. Il Festival è realizzato da MUST in collaborazione con I’m Exchange Association. Il programma completo è disponibile sul sito www.roeroculturalevents.it.





