Riceviamo e pubblichiamo.
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Chiuso il sipario sull’ennesima inaugurazione dell’autostrada Asti–Cuneo (A33), si riapre – necessariamente – il tema delle scelte strategiche per la viabilità del territorio. Tornano al centro del dibattito anche le parole dell’imprenditore cuneese della logistica Valter Lannutti, che richiama l’attenzione sulla necessità di rafforzare i collegamenti con la Francia e rilanciare il progetto Mercantour.
Senza avere né il suo peso imprenditoriale né la sua esperienza professionale, ma con profondo senso istituzionale, rivolgo un invito al presidente della Provincia di Cuneo Luca Robaldo: anche in assenza di grandi risorse, l’ente può e deve esercitare fino in fondo il proprio ruolo di coordinamento di area vasta e di proposta strategica.
Non ci sono solo cantieri o inaugurazioni, ma anche visione, capacità di mettere insieme i territori e di indicare priorità condivise.
Su questo punto, da mesi attendiamo risposte. Più volte è stato sollecitato – anche pubblicamente – un tavolo territoriale sulla viabilità pedemontana tra Saluzzo e Cuneo e finalmente nel penultimo Consiglio provinciale, lo stesso presidente Robaldo ha preso l’impegno di convocarlo.
Nel frattempo la situazione delle infrastrutture continua a peggiorare: strade statali con carreggiate inadeguate, traffico al limite della sostenibilità nelle ore di punta, provinciali segnate da buche e asfalti deteriorati.
Per stare al Saluzzese da oltre trent’anni si discute di opere fondamentali: il raddoppio della Saluzzo–Savigliano, la bretella di Manta/Verzuolo/Costigliole, interventi strutturali sulla Saluzzo–Pinerolo. Progetti rimasti sulla carta, mentre l’economia del territorio continua a crescere e a produrre, senza un adeguato sistema di collegamenti.
Il nodo della viabilità pedemontana non è più rinviabile. Quest’area concentra eccellenze economiche di primo piano: il principale distretto frutticolo del Piemonte, un importante polo zootecnico, un comparto di meccanica avanzata e vallate alpine sempre più attrattive dal punto di vista turistico. Senza una rete infrastrutturale moderna ed efficiente, il rischio è di compromettere competitività e qualità di vita della comunità residente.
Per questo è necessario tornare a discutere seriamente anche della Pedemontana del Monviso, collegamento strategico tra Pinerolo, Saluzzo e Cuneo, fermo da anni allo stato di studio di fattibilità.
Serve un cambio di passo: Provincia e Regione promuovano un confronto strutturato con istituzioni, sistema economico, rappresentanze sociali per definire una strategia chiara, condivisa e finalmente operativa.
Mauro Calderoni, consigliere regionale del Partito Democratico – Piemonte





