Eventi - 11 maggio 2026, 06:59

Bra, auditorium Bper sold out per la presentazione del libro Il mio viaggio con Michele Ferrero

Sabato 9 maggio anche un grande parterre di ospiti per un pomeriggio all’insegna dei ricordi e delle emozioni

Foto di Maurizio Mangino della presentazione del libro su Domenico Dogliani

Foto di Maurizio Mangino della presentazione del libro su Domenico Dogliani

Tutto esaurito all’auditorium Bper Banca di Bra per la presentazione del libro “Il mio viaggio con Michele Ferrero” di Gian Mario Ricciardi (L’Artistica di Savigliano), che racconta le memorie di Domenico Dogliani, il “ragazzo di Salmour”, che ha collaborato per 50 anni con il papà della Nutella.

L’anteprima di sabato 9 maggio ha visto la partecipazione di tante autorità e di rappresentanti del volontariato cittadino, a partire dalla Croce Rossa per arrivare alle realtà filantropiche e culturali cittadine.

Sul palco, oltre all’autore Gian Mario Ricciardi, già caporedattore del TGR Piemonte, e al protagonista Domenico Dogliani, c’erano il sindaco di Bra, Gianni Fogliato, lo storico Sergio Soave e il giornalista Rai Beppe Rovera.

Durante l’incontro, allietato dalla musica al pianoforte di Ernesta Aufiero, è stato dato spazio anche alle testimonianze di chi ha “incrociato” il percorso di vita e professionale di Domenico Dogliani, come nell’ambito del volontariato e dello sport.

Ma per saperne di più dovete leggere il libro, così introdotto da Gian Mario Ricciardi. Mettevi comodi e buona lettura.

“Il mio viaggio con Michele Ferrero” è come il diaframma di una telecamera, che si apre su uno dei più grandi miti di Langa, la Ferrero. Nelle immagini c’è il back stage di una delle storie più sorprendenti dell’imprenditoria italiana.

Le parole sono mie, ma a pronunciarle è un uomo che le ha vissute accanto ad un “grande”. Il loro contenuto è lo snodarsi di una vicenda che parte da Salmour, sulle rive dello Stura. Lì è nato e partito per il mondo Domenico Dogliani. Sarà il “ministro degli esteri” di Michele Ferrero. È lui a rappresentare la Ferrero nelle sedi del Parlamento europeo a Bruxelles, a Strasburgo, a Roma, con centinaia di leader nazionali ed internazionali, presidenti della Repubblica italiana, del Consiglio, ministri, “grand commis”.

Lo fa con una discrezione rara ed un garbo che non sono altro che la “moral suasion”, la strada per far conoscere la grande azienda dolciaria. Ed è sempre lui a creare “l’ufficio stampa” e a reggere, per oltre cinquant’anni, le relazioni in tutti i continenti. La sua narrazione è una miniera di ricordi che, di fatto, svela il “dietro le quinte” del colosso dolciario fin dai primi passi.

Ecco, piano piano emergere “i pensieri e le radici di un successo mondiale”, “L’idea della Nutella”, “Il nuovo marchio”, “Le miss tappa al Giro d’Italia”, “Il cacao e la moral suasion”, “La Ferrero, il terremoto in Irpinia”, “Il pacco di Natale”, “La riforma tributaria”, “I contratti in Africa”, “La battaglia in Europa per Kinder sorpresa” e la straordinaria agenda colma di numeri, contatti, porte da aprire.

Scrive il professor Sergio Soave: «È, in primis, un libro di memorie ma è anche un quadro d’epoca complessivo che rivela l’atmosfera di un mondo non lontanissimo e non più paragonabile a quello che stiamo vivendo. E poi, è la descrizione, passo dopo passo, di un’impresa industriale che parte da una modesta pasticceria dell’albese e si snoda nel mondo. E, infine, è un intreccio di vite e destini».

Quello della Ferrero è un volo basato sul genio di Michele. La sua vita, lo sappiamo, è quasi un’antologia, una “confessione” a cuore aperto. Ogni capitolo potrebbe essere il nostro o quello di chi, tra le colline che hanno di fronte le imponenti vette delle vallate di Cuneo, ha messo insieme il genio, la fantasia, la volontà e, caparbiamente, ha lavorato, rischiato, costruito, senza mai sperare in vittorie miliardarie, né in amicizie influenti e onnipotenti, ma facendo leva, in modo esclusivo, sulle mani, le ore di lavoro, un pizzico di fortuna ed uno “stile” che ora ha, quasi, i contorni della leggenda.

Dall’alto, la telecamera fissa e registra un incrocio di civiltà, di culture, di storia che, negli anni della “tessera per il pane” e del boom economico del miracolo italiano, ha fatto lentamente prendere forma ad una “voglia di vita” la quale, lentamente, ha risalito i ripidi pendii del Roero, le colline di Langa, le valli e gli altipiani.

La situazione, che prende respiro nelle “confidenze” di uno degli uomini più vicini a Michele Ferrero, è la storia mai scritta di decine di famiglie approdate al Duemila. Quanti nomi, quante storie! Gente per bene, galantuomini dei nostri migliori anni!

Silvia Gullino

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