Il Piemonte presenta una gerarchia economica chiara: Torino domina per volumi assoluti, mentre alcune province di confine (Novara e Verbano) beneficiano del frontalierato. Tuttavia, Cuneo è la provincia che mostra la tenuta più solida nel rapporto tra reddito e occupazione, staccando nettamente le province del basso Piemonte e del quadrante orientale (Asti, Biella e Vercelli).
Ciò emerge dall'analisi dei dati Irpef 2024 pubblicati dal Ministero dell'Economia. Se guardiamo al Reddito Imponibile Medio, i comuni cuneesi del polo delle Langhe (Alba e comuni limitrofi) e il capoluogo si posizionano costantemente nella top 15% regionale.
Torino e la prima cintura mantengono i redditi medi più alti della regione grazie alla densità di professionisti e dirigenti mentre la città di Cuneo e Alba competono con i migliori comuni della collina torinese. A differenza di Torino, però, la ricchezza cuneese è meno legata al settore pubblico e più al reddito da partecipazione e d'impresa, che nei dati del Mef mostrano frequenze e ammontari mediamente più alti rispetto alla media piemontese.
Dal confronto regionale emerge una peculiarità dei comuni cuneesi. In molti comuni della pianura, Savigliano, Fossano, Saluzzo, il rapporto tra contribuenti con reddito da lavoro dipendente e popolazione totale è tra i più alti del Piemonte. Questo indica un mercato del lavoro estremamente attivo. Mentre province come Biella e Alessandria mostrano un'incidenza di redditi da pensione "critica" - popolazione molto anziana con redditi stagnanti- , Cuneo presenta un mix più equilibrato. Tuttavia, i comuni montani cuneesi analizzati nel file seguono purtroppo il trend negativo delle valli del VCO (Verbano-Cusio-Ossola), con un'alta dipendenza dai trasferimenti previdenziali.
Ed è per questo che si può suddividere i comuni in tre fasce. La prima d'élite con in testa Alba, Cuneo e Bra che si collocano stabilmente tra i comuni più "ricchi" della regione per imposta netta versata. Alba, in particolare, è un outlier nazionale: ha una densità di redditi da partecipazione, ossia di imprenditoria, che non ha eguali in comuni di pari dimensione in tutto il Piemonte.
La seconda fascia quella 'media solida' vede Mondovì, Fossano e Saluzzo come la "spina dorsale" della regione. Hanno redditi medi superiori a quelli di quasi tutti i capoluoghi del quadrante nord (es. Vercelli o Verbania).
Infine ci sono le aree di sofferenza. I comuni della Valle Varaita, Valle Maira e Alta Langa si posizionano nella parte bassa della classifica regionale, simile alle aree depresse dell'Appennino Alessandrino.
C'è un altro aspetto, poi che emerge dai dati Irpef 2024 ossia quelli riguardante l'imposta Netta media per contribuente. La Provincia di Cuneo contribuisce al gettito fiscale regionale in modo "sproporzionato" rispetto alla sua popolazione. Il contribuente medio cuneese paga più tasse della media regionale perché produce più reddito imponibile, confermando che Cuneo è il vero "motore fiscale" del Piemonte dopo Torino: non è solo una provincia "che lavora", ma è la provincia che finanzia il sistema Piemonte. Dalle dichiarazioni IRPEF si nota che Cuneo ha una concentrazione di contribuenti nelle fasce di reddito medie e medio-alte (oltre i 28.000 - 35.000 euro) decisamente superiore alla media regionale.





