Dai suoi noccioli si ricava un olio essenziale conosciuto in tutto il mondo, grazie ai suoi innumerevoli benefici.
È l’argan, albero raro e prezioso conosciuto come “oro del deserto” e che l’ONU celebra dal 2021 con una Giornata internazionale il 10 maggio per raccontare una storia straordinaria di donne, tradizioni e sviluppo sostenibile.
L’iniziativa è partita dal governo del Marocco e la scelta della data è stata ispirata al ciclo di maturazione del frutto dell’albero di argan. Uno spettacolo che infatti potete vedere soltanto in un’area specifica del Marocco sud occidentale, la pianura del Souss, che si estende tra Agadir ed Essaouira, dove ci sono coltivazioni per oltre 820mila ettari. Per salvare queste terre, nel 1998 l’Unesco le ha dichiarate Riserva della Biosfera, tutelando l’area dove lavorano centinaia di cooperative di donne e assicurandone la protezione e la riforestazione.
È in questo contesto che si trovano antichissimi alberi dai rami spinosi, alti 8-10 metri, simili all’olivo, dalle radici lunghe oltre 10 metri, necessarie per trovare l’acqua nel sottosuolo, longevi da vivere fino a 250 anni e le cui foglie sono una leccornia per capre e cammelli.
Ma il vero tesoro sono i suoi noccioli e non è un caso se nell’idioma dei berberi “argan” significa olio. Un albero resistente, che da millenni offre alle popolazioni nomadi dell’Africa settentrionale gli usi più disparati.
L’olio di argan ha un largo impiego nell’industria cosmetica. Dato il suo alto contenuto di vitamina E, più acidi grassi essenziali Omega 6 e Omega 9, l’olio di argan è stato utilizzato fin dall’antichità dalle donne berbere come idratante per la pelle secca e come antirughe e come nutriente per capelli. Questo olio è particolarmente apprezzato per le sue proprietà idratanti e antiossidanti ed è usato come leva commerciale per molti prodotti di uso comune, come shampoo e saponi. Il suo nome INCI, per riconoscerlo tra gli ingredienti presenti sulle etichette, è: argania spinosa kernel oil.
Sapete perché l’olio di argan è tra gli oli più costosi al mondo? Perché per produrne un litro serve il raccolto di 6 alberi e un processo lungo e laborioso di circa due giorni. I noccioli vengono tostati, poi spaccati con grandi sassi per ricavarne i semi che infine sono sbriciolati dentro piccole macine di pietra e lavorati con acqua fino ad ottenere il prezioso olio. Un procedimento lunghissimo e fatto interamente a mano tanto che nel 2014 l’argan e la sua lavorazione sono stati inseriti nella lista dei beni culturali immateriali del Patrimonio dell’Umanità Unesco.
Tra gli usi alimentari più comuni vi è quello come condimento per pane, couscous e insalate e come ingrediente per l’amlou, una pasta marrone ottenuta dal macinato di mandorle e olio di argan, che i marocchini mangiano insieme al pane. I neonati vengono bagnati sulla bocca da una goccia di olio d’argan: è un rituale antichissimo delle popolazioni berbere, un segno di augurio.
La produzione e la commercializzazione di olio di argan ha per il Marocco un peso economico importante: l’indotto della produzione di questo prodotto fornisce sussistenza a 3 milioni di persone. Ancora oggi, i noccioli di argan vengono raccolti a mano dalle donne berbere e si stima che il lavoro svolto per la produzione corrisponda a 20 milioni di ore lavorative all’anno.
Ma l’olio di argan non è strategico solo per l’economia marocchina: a livello sociale ha un impatto fondamentale per le donne. La grande maggioranza della produzione di olio di argan, infatti, passa attraverso le cooperative di donne che lavorano all’interno della biosfera protetta dall’Unesco. Soltanto loro sanno come si produce, è un’arte che si tramanda da secoli. La produzione totale annua di olio di argan (di tutte le varietà) è di 4mila tonnellate di cui circa il 75% viene esportato.
Tra i più convinti sostenitori delle cooperative femminili c’è il governo del Marocco, che è impegnato nella promozione di attività formative e nel sostegno finanziario e infrastrutturale per garantire alle donne una maggiore organizzazione e condizioni di vita migliori.
Scegliere l’olio di argan, quindi, non è solo un gesto di cura o benessere, ma anche un atto di sostegno a queste donne, la Giornata dell’argan, è il momento perfetto per scoprire (o riscoprire) le virtù di questo straordinario elisir e fare della bellezza un atto d’amore verso se stessi, la natura e le culture che la custodiscono.





