Nei giorni scorsi una persona è stata sorpresa all’interno del Parco Naturale del Monviso, nel territorio della valle Po, in possesso di più di 600 fiori di genziana della varietà acaulis, recisi dopo averli raccolti.
I guardiaparco dell’Ente di Gestione delle Aree protette del Monviso hanno contestato la violazione della normativa regionale che prescrive il divieto di raccolta e danneggiamento delle specie vegetali nelle aree naturali protette: nel caso specifico è stata comminata una sanzione amministrativa di oltre 600 euro, con l’aggiunta del sequestro dei fiori illecitamente raccolti.

La Legge Regionale 19/2009 “Testo unico sulla tutela delle aree naturali e della biodiversità” all’articolo 8 comma 3, lettera j, vieta infatti del tutto la raccolta della flora nei parchi e nelle riserve naturali, prevedendo per i trasgressori una sanzione di 35 euro maggiorata di ulteriori 3 euro per ogni esemplare raccolto: se il pagamento viene effettuato entro 60 giorni, la cifra complessiva della sanzione viene ridotta a un terzo del totale, come avviene nel caso di tutte le sanzioni amministrative.
Anche al di fuori delle aree naturali protette, è bene ricordare che in Piemonte è comunque vietato raccogliere fiori in quantitativi così elevati: lo prevede la Legge Regionale n. 32 “Norme per la conservazione del patrimonio naturale e dell’assetto ambientale” del 1982, quindi in vigore da ben 44 anni per cui non dovrebbe essere una novità ciò che prescrive, che al suo articolo 15 ammette la raccolta giornaliera di soli 5 esemplari per persona, senza estirpazione degli organi sotterranei, ma ad eccezione delle specie classificate a protezione assoluta come le orchidee, alcuni gigli e proprio alcune varietà di genziana, che invece non si possono raccogliere su tutto il territorio regionale.
Al di là della normativa vigente, che è in ogni caso necessario rispettare e far rispettare, si invita ancora una volta a riflettere sul fatto che durante le escursioni in natura dovrebbe essere buona norma di comportamento limitarsi a “raccogliere” emozioni, magari tramite fotografie o video per fissarle ancora di più nella propria memoria, eventualmente anche digitale. Le bellissime fioriture che si possono ammirare in questa stagione devono invece essere lasciate sul posto: anche la raccolta di alcuni esemplari di fiori può infatti generare ripercussioni sulla possibilità di garantirne la riproduzione annuale, portando nel medio periodo ad una potenziale riduzione degli areali di distribuzione delle specie botaniche. Lasciando i fiori dove si trovano, inoltre, si garantisce anche ad altri escursionisti la possibilità di godere dello spettacolo che offrono.





