Una rete transfrontaliera di giornalisti, tecnici, amministratori e cittadini per raccontare il cambiamento climatico con rigore, contrastare disinformazione e allarmismi e costruire strumenti concreti di prevenzione dei rischi naturali e adattamento nei territori alpini. “In rete per il clima: prevenzione, resilienza e adattamento” è il titolo del convegno tenutosi questo mercoledì 6 maggio, a Palazzo Banca d’Alba, durante il quale è stata presentata la nuova piattaforma informativa ClicAlp.eu, nata nell’ambito dell’omonimo progetto “ClicAlp”, finanziato dal programma di cooperazione transfrontaliera Interreg Alcotra Italia-Francia.
Capofila del progetto è la no-profit albese AICA, Associazione internazionale per la comunicazione ambientale, affiancata dal partner francese Volubilis. L’obiettivo condiviso è di vasta portata: promuovere l’adattamento ai cambiamenti climatici e la prevenzione dei rischi naturali attraverso una rete stabile di soggetti attivi tra provincia di Cuneo e Francia.

A moderare il convegno è intervenuto il giornalista Gabriele Gallo, che subito ha richiamato il ruolo strategico delle Alpi come “cerniera” tra territori e comunità. Al principio dell’incontro, la responsabilità dei singoli e della comunicazione ambientale e meteo-climatica in un tempo segnato da eventi sempre più interconnessi, nonché da eventi estremi sempre più frequenti. Un concetto evocato anche attraverso la celebre teoria del caos di Edward Lorenz, il “battito d’ali della farfalla” capace di produrre conseguenze a migliaia di chilometri di distanza, e dalla frase attribuita a Galileo Galilei: “Non puoi cogliere un fiore senza turbare una stella”. Fortuitamente, è questa stessa frase, usata per rompere il ghiaccio in sala, a offrire subito l’occasione per un breve fact-checking: è infatti tratta dal poema “Mistress of vision” di Francis Thompson e non è attribuibile a Galileo Galilei. Proprio in linea con il messaggio di fondo del convegno: abbiamo tutti bisogno di confrontarci, di attingere a fonti solide e verificare l’attendibilità dei dati, per navigare attraverso i tempi incerti e in continua evoluzione che ci attendono.
La responsabilità di ogni testimone locale è grande, dal momento che piccolissime variazioni possono arrivare a produrre enormi differenze nello scenario di lungo termine.
“Oggi per noi è sia un punto di arrivo sia un punto di partenza”, ha spiegato Giulia Mazzanti, coordinatrice del progetto ClicAlp, annunciando il lancio ufficiale della piattaforma online. Nato nel febbraio 2025, il progetto ha lavorato alla costruzione di una rete di “sentinelle del clima” sui due versanti delle Alpi, coinvolgendo professionisti della comunicazione, tecnici ed esperti, ma anche società civile e amministrazioni locali.
La piattaforma ClicAlp.eu nasce proprio per favorire questo scambio: uno spazio con risorse, dati verificati, materiali di approfondimento e strumenti pratici per chi si occupa di informazione ambientale. “Con ClicAlp offriamo una bussola per navigare in modo intuitivo e snello”, ha spiegato Ilaria Calò di AICA “con l’obiettivo di costruire una comunità informata, preparata e attiva nella comunicazione del cambiamento climatico”.
Dal versante francese, Christophe Lenfant, direttore di Volubilis, ha raccontato le difficoltà incontrate nel coinvolgimento dei giornalisti d’Oltralpe, tra l’alto numero di freelance e sistemi sindacali differenti, ma anche il valore delle formazioni tecniche organizzate nell’ambito del progetto.

In videocollegamento asincrono è intervenuta anche Cecile Guitet, direttrice di ONF-RTM Alpes du Sud (servizio specializzato dell’Ufficio nazionale delle foreste francese), che ha posto l’attenzione sull’incertezza che accompagna l’evoluzione climatica. I boschi alpini, ha spiegato, stanno progressivamente perdendo la loro funzione di protezione naturale, mentre opere realizzate appena dieci anni fa risultano già messe in crisi dalla rapidità d’evoluzione dei nuovi scenari connessi al cambiamento climatico. Da qui la necessità di aiutare cittadini e giornalisti a comprendere dati, mappe e fenomeni, evitando tanto il negazionismo quanto il catastrofismo.
Durante il convegno è stato più volte ribadito il valore di una comunicazione responsabile. Roberto Cavallo, assessore all’Ambiente del Comune di Alba e ambasciatore europeo per il clima, ha invitato a diffidare dai titoli taglienti e a difendere il principio secondo cui “in un contesto dove l’informazione può incidere direttamente sulla sicurezza delle persone, la capacità della rete di correggersi reciprocamente diventa anche uno strumento di prevenzione che salva le vite”.
Il tema dell’adattamento concreto ai nuovi rischi è emerso con forza anche nella tavola rotonda finale, alla quale hanno partecipato il meteorologo e giornalista Rai Andrea Vuolo, Laura Campigotto, geologa e responsabile della Protezione civile del Comune di Alba, François Giannocchero, direttore dell’Istituto sui rischi maggiori di Grenoble, ed Emanuela Rosio, presidente di AICA.

Campigotto si è soffermata, nel suo intervento, a spiegare approfonditamente come i tempi di ritorno degli eventi estremi stiano cambiando rapidamente e come i fenomeni di dissesto coinvolgano ormai ampie aree collinari. Nel nuovo piano comunale di Protezione civile, ha annunciato, verrà introdotta per la prima volta una mappa dedicata ai temporali intensi e ai fenomeni “lampo”. Ad allertare tanto quanto le inondazioni improvvise, ci sono gli scenari legati a ondate di calore, blackout delle reti elettriche e interruzioni dei servizi internet.
Spazio anche alle esperienze urbane di adattamento, come quella presentata dall’assessore del Comune di Cuneo Alessandro Spedale sull’ex caserma Montezemolo, destinata a trasformarsi in un grande spazio verde accessibile, co-progettato con la cittadinanza.
L’assessore regionale alla Montagna e alla Programmazione territoriale Marco Gallo ha portato il saluto della Regione Piemonte. Ha rivolto un plauso alla rete creata da ClicAlp e alla capacità del progetto di mettere in dialogo istituzioni, tecnici e mondo dell’informazione, in particolare dato l’alto valore strategico dei progetti transfrontalieri per la provincia di Cuneo.

Di grande impatto, durante la tavola rotonda conclusiva, l’appello di Emanuela Rosio di AICA a una comunicazione ambientale continua e meno legata all’emotività del momento: parlare di clima soltanto durante o dopo le emergenze, è il messaggio emerso, rischia di ridurre consapevolezza e capacità di prevenzione proprio quando servirebbero informazione costante, strumenti scientifici e partecipazione collettiva.
Per approfondire contenuti, strumenti e attività del progetto, dal 6 maggio è possibile consultare la piattaforma ClicAlp.eu, punto di incontro virtuale della rete transfrontaliera dei testimoni locali per il clima.













