Attualità - 06 maggio 2026, 06:07

Caritas, il progetto per le cure dentistiche gratuite si allarga a tutta la Diocesi di Alba

Nato nella Vicaria della Langa come segno concreto del Giubileo, il servizio sarà rivolto soprattutto a persone senza dimora e in forte fragilità sanitaria: “Partiamo dalle urgenze odontoiatriche, poi svilupperemo anche il ramo farmaceutico”

Immagine di repertorio

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Un progetto nato nella Vicaria della Langa e ora destinato ad allargarsi a tutta la Diocesi di Alba, perché il bisogno emerso sul territorio ha mostrato fin da subito una dimensione più ampia. È il percorso dell’iniziativa promossa dalla Caritas, nata nell’ambito del Giubileo come forma concreta di restituzione alla comunità e pensata per offrire cure sanitarie di base, in particolare odontoiatriche, a persone in condizione di fragilità.

Il progetto era partito a fine febbraio 2025 con l’obiettivo di garantire un primo supporto a chi non riesce ad accedere con facilità alle cure: persone senza dimora, richiedenti asilo, rifugiati, cittadini in difficoltà economica o privi di una copertura sanitaria stabile.

A spiegare l’evoluzione del servizio è Alberto Adriano, referente del progetto, che sottolinea il passaggio dalla dimensione vicariale a quella diocesana.

“Il progetto è nato nella Vicaria della Langa, ma per la tipologia degli utenti e per le richieste che stanno emergendo è giusto allargarlo a tutta la Diocesi. In parte lo facevamo già in modo ufficioso; da questo momento lo facciamo ufficialmente”.

L’origine dell’iniziativa è legata al percorso giubilare e alla scelta di destinare l’obolo raccolto a un intervento specifico.

“Il vescovo aveva chiesto di destinare l’obolo del Giubileo alle Caritas vicariali. Noi abbiamo pensato di farlo attraverso un progetto concreto di assistenza sanitaria e farmaceutica, rivolto soprattutto a chi non può usufruire pienamente del sistema sanitario nazionale”.

Il bisogno più urgente è emerso inizialmente dal Cas di Roddi, in particolare sul fronte delle cure dentistiche per richiedenti asilo e rifugiati. Ma proprio seguendo le situazioni più fragili, la Caritas ha compreso la necessità di estendere il servizio.

“I richiedenti asilo accolti nei Cas, finché sono inseriti in quel percorso, acquisiscono la residenza nel Comune dove si trova la struttura. Il problema si pone quando vengono dimessi e non hanno trovato un lavoro o una casa: lì rischiano di diventare senza fissa dimora. Per questo abbiamo pensato di spostare il progetto su tutta la Diocesi, con particolare attenzione al Centro di prima accoglienza di via Pola ad Alba”.

Il nuovo sviluppo non intende sovrapporsi alle attività già esistenti. Per l’assistenza medico-specialistica e ambulatoriale è già attiva la Croce Rossa, con il dottor Quaranta e alcuni collaboratori. La Caritas concentrerà invece il proprio intervento sul ramo odontoiatrico.

“Non vogliamo sovrapporci a ciò che già esiste. Per questo abbiamo scelto di sviluppare soprattutto la parte odontoiatrica, partendo dalle urgenze. In futuro si potrà arrivare anche a piccoli interventi più strutturati, ma oggi la priorità sono le situazioni urgenti”.

Il servizio si baserà su una rete di odontoiatri, assistenti di poltrona e tecnici volontari, disponibili a mettere inizialmente a disposizione i propri studi. L’accesso avverrà attraverso il filtro del Centro di ascolto della Caritas diocesana: una volta individuata una necessità, la persona verrà accompagnata dai volontari all’appuntamento.

“I volontari si faranno carico della selezione, dell’accompagnamento e del rapporto con gli studi. Il lavoro sarà svolto in forma volontaria, ma in odontoiatria i materiali hanno costi importanti: per questo è stata prevista una convenzione, con spese a carico della Fondazione Caritas”.

Tra le prospettive future c’è anche l’ipotesi di dotarsi di uno spazio stabile ad Alba.

“Alcuni dentisti disponibili sono terzisti e non hanno uno studio proprio. Stiamo valutando la possibilità di avere in futuro un nostro studio dentistico in un punto strategico della città. Sarebbe il primo ramo da sviluppare nel corso dell’anno”.

Il secondo filone sarà quello farmaceutico. Non partirà subito, ma la direzione è già tracciata: dal gennaio del prossimo anno la Caritas intende aderire al Banco Farmaceutico, per poter disporre di farmaci da banco, presidi e medicinali di classe C, sotto la responsabilità di un farmacista volontario. Per i farmaci etici destinati a persone che non possono accedere al Servizio sanitario nazionale, saranno invece attivate convenzioni con alcune farmacie.

“I due filoni saranno sviluppati in successione: prima il dentista, poi i farmaci. L’obiettivo è costruire un sistema ordinato, con convenzioni e procedure chiare, in modo da rispondere ai bisogni reali senza improvvisare”.

Il progetto sarà intitolato a don Gianfranco Marengo, figura che nei suoi nove anni da direttore della Caritas ha dato molto alla Diocesi di Alba e che ha trascorso gli ultimi anni della sua vita nella Vicaria della Langa, a Grinzane Cavour. Un riferimento non solo simbolico, ma profondamente legato alla storia del territorio: anche grazie al suo impegno, infatti, la Caritas vicariale ha potuto crescere e strutturarsi. L’intitolazione diventa così un modo per custodirne la memoria dentro un servizio concreto, rivolto alle persone più fragili e a chi rischia di restare escluso dalle cure.

Daniele Vaira

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