Ad Alba, nel palinsesto di Vinum 2026, si è svolto l’incontro “Il vino che cambia: clima, maturazione e nuove strategie di equilibrio”, appuntamento promosso nell’ambito del progetto transfrontaliero DEVIN0, dedicato alla dealcolizzazione e all’innovazione in viticoltura. Il progetto è finanziato dal programma Interreg VI-A Francia–Italia ALCOTRA e vede Apro Formazione come capofila, con CREA, Vignaioli Piemontesi e il Centre de Recherche et d’Expérimentation sur le Vin Rosé in Provenza tra i partner.
L’iniziativa arriva in una fase in cui il comparto vitivinicolo è sempre più condizionato dagli effetti del cambiamento climatico. L’aumento delle temperature accelera infatti la maturazione delle uve, con un conseguente incremento della concentrazione zuccherina e del grado alcolico dei vini, mentre il mercato mostra una domanda crescente di prodotti a basso contenuto alcolico, soprattutto da parte dei consumatori più giovani e del pubblico femminile.
I lavori sono stati aperti da Roberto Cavallo, assessore all’agricoltura, attività produttive e transizione ecologica del Comune di Alba, e da Stefano Mosca, direttore dell’Ente Fiera internazionale del tartufo bianco d’Alba. Nel corso dell’incontro, esperti e ricercatori hanno illustrato approcci scientifici e tecnici per aiutare la filiera ad adattarsi alle nuove condizioni climatiche, con particolare attenzione alle esigenze di vigneto e cantina.

Tra gli interventi, Silvia Guidoni e Vincenzo Gerbi del Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell’Università di Torino hanno approfondito le criticità legate all’evoluzione delle fasi fenologiche della vite e le ricadute sulle pratiche viticole ed enologiche. È stata inoltre presentata la piattaforma “Clima e Vite”, strumento di supporto decisionale per i viticoltori sviluppato nell’ambito di un progetto di ricerca finanziato dalla Camera di Commercio di Torino.

Ampio spazio è stato dedicato anche alle tecniche di cantina, in particolare alla gestione di acidità, colore e profilo sensoriale dei vini, con l’obiettivo di preservare equilibrio e qualità in un contesto climatico in rapido cambiamento. Il tema della riduzione del grado alcolico è stato affrontato da Federico Piano del CREA di Asti, che ha illustrato le tecnologie disponibili per la dealcolazione totale e parziale, mentre Davide Viglino, direttore di Vignaioli Piemontesi, ha ripercorso il quadro normativo che disciplina queste pratiche.

La giornata si è chiusa con una degustazione comparativa alla cieca di tre vini — Vermentino, Cortese e Barbera — proposti in versione originale e in due varianti con diverso grado di riduzione alcolica. Il confronto ha offerto indicazioni interessanti sia per la ricerca sia per il mercato: tra le versioni più apprezzate sono emerse quella tradizionale e quella con la maggiore sottrazione di alcol, segno di una sensibilità del pubblico aperta anche a nuove soluzioni enologiche.
DEVIN0 conferma così la propria vocazione a mettere in rete ricerca, formazione e impresa per accompagnare il vino piemontese e transfrontaliero verso modelli produttivi più sostenibili e competitivi.





