Attualità - 04 maggio 2026, 15:23

Obiezione di coscienza preventiva: l'appello dell'ex sindaco Biolé ai primi cittadini della Granda

L'invito è di seguire l'esempio di Capaci per informare i giovani sul servizio civile non armato, nel segno della Costituzione e della cultura della pace

Obiezione di coscienza preventiva: l'appello dell'ex sindaco Biolé ai primi cittadini della Granda

Da ex amministratore, Fabrizio Biolé, scrive un appello rivolto ai sindaci della provincia di Cuneo a seguire l'esempio del collega siciliano ad istituire uno sportello per l’obiezione di coscienza preventiva.

"Mi rivolgo, per tramite della sua testata, ai "colleghi" sindaci della Provincia di Cuneo in qualità di ex sindaco, con l’esperienza di chi ha provato ad amministrare un territorio con responsabilità verso le proprie comunità, le generazioni future e i valori costituzionali della nostra Repubblica.

Pochi giorni fa il primo cittadino di Capaci, Pietro Puccio, ha compiuto un gesto coraggioso e pionieristico: il suo Comune è il primo in Italia ad aver istituito uno sportello per l’obiezione di coscienza preventiva. [https://ilsicilia.it/obiezione-di-coscienza-a-capaci-pa-il-primo-censimento-per-il-diritto-di-scegliere-il-futuro-senza-armi/]

Ha deciso di informare i giovani (e i cittadini tra i 18 e i 45 anni) della possibilità di dichiarare, fin da subito e in modo formale, la propria volontà di optare per il servizio civile non armato in caso di un eventuale ripristino della leva obbligatoria.

Non si tratta di un invito alla diserzione, ma di un atto di informazione trasparente e di coerenza con l’articolo 11 della Costituzione, che indica che l'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli.

In un momento storico segnato da venti ed eventi bellici, tensioni internazionali e discorsi che sembrano normalizzare il conflitto armato, questo gesto ci ricorda che i sindaci hanno un ruolo fondamentale: non solo gestire i servizi, ma anche custodire la cultura della pace, tutelare la libertà di coscienza e dare voce ai cittadini.

Invito tutti i sindaci della provincia di Cuneo a seguire l’esempio di Capaci, a partire dai primi cittadini di comuni che hanno istituito l'assessorato alla Pace - come Cuneo, Venasca, Borgo San Dalmazzo - e da quelli che hanno delle Scuole di Pace - come Bra e Boves.

Mi rivolgo al mio primo cittadino, il geometra Terreno, sindaco di Clavesana....mi rivolgo al Sindaco del comune nel quale ho la fortuna di lavorare, il geometra Tallone, sindaco di Fossano...

Apriamo anche nei nostri Comuni sportelli informativi o raccolte di dichiarazioni preventive.

Informiamo i nostri giovani che esiste una strada alternativa, legittima e costituzionalmente tutelata: quella del servizio civile, della nonviolenza attiva, della difesa della patria attraverso il lavoro, l’assistenza, la protezione civile e la coesione sociale.

La provincia di Cuneo, con le sue comunità laboriose, le sue tradizioni di solidarietà e il suo radicamento nei valori democratici, può e deve essere protagonista di questa cultura di pace.

Non si tratta di posizioni ideologiche, ma di quello che io considero un dovere istituzionale: dare ai nostri ragazzi gli strumenti per scegliere consapevolmente come contribuire al bene comune, anche quando il contesto internazionale si fa minaccioso.

Mi auguro che questo appello venga raccolto con lo stesso spirito di responsabilità e lungimiranza dimostrato dal Sindaco Puccio.

Sono pronto a confrontarmi con chiunque di voi per trovare, studiare e condividere questa buona pratica, e supportare l’attuazione di iniziative analoghe sul nostro territorio.

La pace non è un’utopia: è una scelta quotidiana che possiamo e dobbiamo coltivare a livello locale".

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