Attualità - 03 maggio 2026, 10:13

Pendolari a scuola, in Granda il costo del bus pesa come una “tassa sulla distanza”

Un giovane studente di Bene Vagienna denuncia abbonamenti fino a 450 euro l’anno per brevi tratte e chiede alla Provincia e ai Comuni agevolazioni concrete per gli studenti dei piccoli centri

Pendolari a scuola, in Granda il costo del bus pesa come una “tassa sulla distanza”

Riceviamo e pubblichiamo:

Gentile Redazione,

vi scrivo per sottoporre alla vostra attenzione una questione che ritengo di grande interesse pubblico, sono un ragazzo di 15 anni e vivo a Bene Vagienna. Come molti miei coetanei, sono costretto a spostarmi ogni giorno verso i poli scolastici della zona (Fossano, Mondovì, Bra) per frequentare le superiori. 

Per tratte brevi, spesso di soli 10-15 km, il costo dell'abbonamento annuale del pullman tocca i 450 euro. Una cifra che pesa enormemente sui bilanci delle famiglie.

Questa situazione non riguarda solo Bene Vagienna. È la realtà quotidiana per chi vive a Trinità, Narzole, Magliano Alpi e in tanti altri piccoli centri della provincia. Siamo migliaia di studenti "dimenticati" che pagano cifre altissime per un servizio essenziale. 

Abitare fuori dai grandi centri non dovrebbe essere una penalizzazione economica. Di fatto, esiste una "tassa sulla distanza" che colpisce solo chi vive nei piccoli comuni, rendendo il diritto allo studio meno uguale per tutti.  

Mentre le istituzioni parlano di sostenibilità e aiuto alle famiglie, i costi dei trasporti per noi ragazzi continuano a salire. Senza agevolazioni serie basate sull'ISEE o sulla residenza, studiare diventa un lusso. 

Mentre le istituzioni parlano di sostenibilità e aiuto alle famiglie, i costi dei trasporti per noi ragazzi continuano a salire. Senza agevolazioni serie basate sull'ISEE o sulla residenza, studiare diventa un lusso. 

La cosa che più amareggia noi giovani è vedere come vengano stanziati con facilità migliaia di euro per feste patronali, sagre ed eventi di piazza, mentre non si trovano mai fondi per aiutare gli studenti con i trasporti. È giusto dare priorità al divertimento di pochi giorni invece che al futuro di chi studia tutto l'anno? 

Chiedo pubblicamente alla Provincia di Cuneo e ai Sindaci del territorio: è possibile rivedere le priorità dei bilanci comunali e prevedere rimborsi o convenzioni per noi studenti pendolari?

Spero che darete voce a questo appello che riguarda il futuro e le tasche di tantissimi giovani del Cuneese.

Un giovane studente pendolare a nome degli studenti della zona (Lettera firmata)
 

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A MAGGIO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
SU