Curiosità - 02 maggio 2026, 16:32

Nutella “in orbita” su Orion: perché il barattolo fluttuante di Artemis II è diventato virale (e cosa c’entra davvero il gusto nello spazio)

Dalla diretta NASA al “caso social”: l’equipaggio di Artemis II ha raccontato il dietro le quinte del video con la crema di nocciole che galleggia in microgravità. Tra ironie sul product placement, smentite ufficiali e una curiosità scientifica: nello spazio l’olfatto cambia e anche i sapori possono sembrare diversi.

Nutella “in orbita” su Orion: perché il barattolo fluttuante di Artemis II è diventato virale (e cosa c’entra davvero il gusto nello spazio)

Il video dura pochi secondi, ma è bastato per fare il giro del mondo: durante una diretta dall’interno della capsula Orion, un barattolo di Nutella è entrato in campo e ha iniziato a fluttuare lentamente nella cabina, con l’etichetta ben visibile. La scena è arrivata in un momento già “storico” del volo: Artemis II, missione con equipaggio del programma lunare, stava completando le fasi clou del suo viaggio attorno alla Luna e, secondo molte ricostruzioni giornalistiche, stava anche superando un traguardo di distanza dalla Terra che ha acceso ancora di più l’attenzione del pubblico.

Proprio perché l’inquadratura sembrava “perfetta”, online sono partite due discussioni parallele: chi ha ipotizzato un deepfake o un inserimento artificiale nelle immagini e chi, più semplicemente, ha parlato di pubblicità involontaria. A far decollare definitivamente il caso è stata anche la risposta social del marchio: l’account statunitense di Nutella ha rilanciato il filmato celebrando il “viaggio” del barattolo, trasformando l’episodio in un piccolo fenomeno di comunicazione (senza che fosse necessario – almeno ufficialmente – alcun accordo commerciale).

La NASA, però, ha chiarito che non si è trattato di product placement: l’agenzia non seleziona i pasti degli astronauti in base a partnership di sponsorizzazione e la presenza del barattolo sarebbe legata alle scelte alimentari consentite all’equipaggio, compatibilmente con sicurezza e conservazione dei cibi in missione. In altre parole: in un veicolo senza frigorifero e con procedure rigide per evitare briciole e residui che possono finire negli strumenti, sono favoriti alimenti “stabili” e facili da gestire; non è raro che, accanto ai menu standard, ci siano piccoli extra personali.

Dopo l’ondata virale, l’episodio è tornato anche nelle interviste: parlando con CNN, i quattro membri dell’equipaggio – Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e Jeremy Hansen – hanno raccontato che nello spazio “spesso i sapori sono un po’ diversi”, ma hanno aggiunto che la Nutella resta tra gli alimenti più vicini alla sensazione che si ha sulla Terra, soprattutto quando viene spalmata su una tortilla (un classico “pane” da missione, proprio perché non produce briciole).

Perché il cibo può “sapere diverso” in microgravità

La spiegazione più citata ha a che fare più con il corpo che con la ricetta: in microgravità i fluidi corporei tendono a spostarsi verso la parte alta del corpo (il cosiddetto fluid shift), con un effetto “raffreddore” che può congestionare le vie nasali. Poiché gran parte di ciò che percepiamo come “gusto” dipende in realtà dall’olfatto, se si sente meno l’aroma si possono avvertire sapori più piatti o comunque diversi rispetto alla Terra. È un fenomeno di cui la NASA parla da anni nelle sue attività divulgative sul cibo in orbita.

Non è l’unico elemento in gioco: oltre alla congestione iniziale, contano anche l’ambiente ristretto, gli odori “di bordo” e la componente psicologica (isolamento, stress, rumore), che possono modificare la percezione degli aromi. Studi recenti hanno persino provato a simulare l’esperienza della Stazione Spaziale con la realtà virtuale per misurare come cambiano le sensazioni olfattive in un contesto simile a quello di un habitat spaziale.

Al di là delle battute, la “Nutella fluttuante” racconta anche un aspetto meno visibile delle missioni: in un contesto altamente tecnico e controllato, piccoli gesti quotidiani (uno snack familiare, un comfort food) diventano un ponte immediato con chi guarda da Terra. E, a volte, finiscono per rubare la scena perfino ai traguardi ingegneristici che – sulla carta – dovrebbero essere i protagonisti assoluti.

Barbara Pasqua

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