Cronaca - 29 aprile 2026, 16:50

Chiuse le indagini sulla morte di Francesco Mina, il 17enne trovato senza vita lungo la provinciale a San Lorenzo di Fossano

Notificati gli atti all’unico indagato. Dalla consulenza tecnica disposta dalla Procura è emerso che il giovane di Marene sarebbe stato verosimilmente già a terra al momento dell’investimento. Non escluso il coinvolgimento di altri veicoli e possibili profili di responsabilità civile

Francesco Mina, la vittima dell'incidente

Francesco Mina, la vittima dell'incidente

Sono stati notificati gli avvisi di conclusione delle indagini preliminari nell’inchiesta sulla morte di Francesco Mina, il 17enne di Marene trovato senza vita nelle prime ore di sabato 4 ottobre 2025 lungo la Provinciale 165, in località San Lorenzo di Fossano.

La Procura di Cuneo ha infatti comunicato all’indagato la chiusura delle indagini, atto che di norma precede le prossime decisioni dell’autorità giudiziaria sul procedimento.

Dalla consulenza tecnica disposta dal pubblico ministero Ciro Santoriello, titolare del fascicolo, emerge un quadro che resta complesso e non esclude scenari alternativi. 

Secondo il medico legale, il giovane sarebbe stato verosimilmente già sdraiato sull’asfalto nel momento in cui è stato investito: le lesioni, di tipo politraumatico con schiacciamento degli organi interni, risulterebbero infatti compatibili con un arrotamento da parte di un veicolo. Allo stesso tempo, l’assenza di elementi certi sul mezzo coinvolto non consente di attribuire con esclusività l’investimento all’indagato. Gli accertamenti evidenziano inoltre come non sia possibile escludere che il ragazzo possa essere stato coinvolto in un precedente investimento, avvenuto quando era in piedi o già a terra, da parte di un altro veicolo. Gli esami tossicologici, poi, avrebbero rilevato un tasso alcolemico positivo ma non elevato. La causa del decesso viene indicata nell’arrotamento da parte di un veicolo, senza però poter stabilire in modo univoco la responsabilità penale dell’indagato. Restano quindi aperti possibili profili di responsabilità in sede civile.

Il conducente della Jeep, trasportato dopo l’uscita di strada all’ospedale di Savigliano, è difeso dall’avvocato Ferruccio Calamari che, interpellato dal nostro giornale, ha preferito non rilasciare dichiarazioni nel merito della vicenda, limitandosi a sottolineare come il procedimento sia ancora in una fase delicata e come ogni valutazione sarà compiuta nelle sedi opportune, nel pieno rispetto del lavoro degli inquirenti e della presunzione di innocenza.

L’inchiesta si avvia ora verso le prossime determinazioni dell’autorità giudiziaria.

CharB.

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