Al Direttore - 29 aprile 2026, 18:11

"Basta 'caccia ai fantasmi che non esistono'": l'appello per un ricordo che non divida

Il Comitato 10 Febbraio interviene sui casi di Monterosso Grana e Piozzo: "Chi governa un Comune tra mille difficoltà non ha bisogno di essere trascinato in polemiche anacronistiche"

Denis Scotti, presidente del Comitato 10 Febbraio

Denis Scotti, presidente del Comitato 10 Febbraio

Riceviamo e pubblichiamo l'intervento del presidente del Comitato 10 Febbraio, Denis Scotti, sui casi di Monterosso Grana e Piozzo. Invita a non cercare la "rissa politica" e di evitare la "caccia ai fantasmi che non esistono".

"Da giorni assistiamo a una sorta di 'caccia ai fantasmi' che, a nostro avviso, non hanno ragione d’esistere. Ci permettiamo di scriverLe perché riteniamo che simili atteggiamenti non siano utili a nessuno; al contrario, contribuiscono a mantenere diviso il nostro Paese anche sul fronte del ricordo, un ambito che non dovrebbe conoscere lacerazioni. 

Sul Sindaco di Monterosso Grana, "reo" di aver invitato a cantare l’Inno d’Italia, si è scatenata la caccia al fascista. Ci chiediamo: un Sindaco può avere proprie idee e opinioni, oppure no? Esiste ancora la tolleranza verso le legittime posizioni di chi amministra i nostri Comuni? Il Sindaco Isaia, per storia politica e azioni quotidiane, non è certamente fascista; eppure viene messo alla gogna pubblica da chi strumentalizza queste situazioni per fini elettorali. 

E che dire di Piozzo? Anche lì, per il ripristino di una targa celebrativa della guerra che riporta le effigi del Duce e del Re, si è scatenata una polemica puramente politica. Forse i "disinformati" ignorano che quelle targhe sono presenti in quasi tutti i comuni italiani: nate per onorare i tanti ragazzi partiti per il fronte, seguivano l'usanza dell'epoca di inserire i volti di chi rappresentava allora lo Stato. Nulla di pericoloso, insomma; eppure, anche in questo caso, si grida al complotto cercando lo scontro a ogni costo. 

La nostra associazione è apartitica e apolitica: collaboriamo con qualunque amministrazione desideri onorare il ricordo del dramma delle Foibe e dell’Esodo. Onestamente, ci stupisce vedere realtà che, pur nate per commemorare le tragedie del nostro Paese, si espongono su questioni che poco hanno a che fare con la propria missione istituzionale. 

Ma a chi giova tutto questo? La risposta è semplice: a nessuno. 

Non giova a noi, che constatiamo come, a ottant'anni dal conflitto, nulla sembri cambiato. 
Non giova ai rapporti con i sindaci che, nel tentativo di fare il bene della collettività, vengono bersagliati da chi cerca la rissa politica.
Non giova ai nostri giovani, che continuano a vedere un’Italia divisa persino davanti alle grandi tragedie della storia. In ogni celebrazione ci riempiamo la bocca di parole come "ricordo", "tolleranza", "inclusione" e "amicizia", ma alla prima occasione dimostriamo nei fatti l'esatto contrario. 

Senza alcuna pretesa di autocelebrazione, noi intendiamo proseguire sulla strada della collaborazione con chiunque rappresenti le Istituzioni, consapevoli che oggi amministrare piccoli centri sia un compito estremamente arduo. Chi governa un Comune tra mille difficoltà non ha bisogno di essere trascinato in polemiche anacronistiche. L’appello va a chi continua a esasperare gli animi: a ottant'anni dalla fine della guerra mondiale e dalla guerra civile italiana, vogliamo finalmente guardare al futuro in modo propositivo o intendiamo continuare così? Noi rispondiamo quotidianamente con le nostre azioni, sperando di poter essere, per qualcuno, un esempio di distensione".

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A MAGGIO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
SU