Sanità - 27 aprile 2026, 06:11

"Da 28 mesi senza mortalità neonatale": il primato silenzioso del Punto Nascita dell'ospedale di Cuneo

Lo dice con orgoglio il primario della Neonatologia E TIN di Cuneo Andrea Sannia. "

Il primario dottor Andrea Sannia

Il primario dottor Andrea Sannia

Un risultato straordinario, che il dottor Andrea Sannia, da ormai otto anni primario del reparto di Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale dell'ospedale di Cuneo, racconta con malcelato orgoglio. 

Il punto nascita del Santa Croce e Carle si afferma come una delle realtà più sicure d’Italia: da 28 mesi consecutivi, infatti, si registra una sopravvivenza del 100% tra i neonati. Un traguardo che segna un record assoluto probabilmente anche a livello nazionale. 

"Nascere è un evento rischioso. Esistono diverse complicazioni, e, purtroppo, il rischio di mortalità è ancora troppo alto. Alla luce di questo, non posso che esserne fiero", puntualizza Sannia. 

E che non è frutto del caso, ma di un’organizzazione precisa e di un lavoro di squadra costante. 

"Il confronto va fatto con le strutture analoghe a quella dell'ospedale di Cuneo, centro di riferimento per la provincia, con dotazione tecnologica avanzata, ma comunque di complessità inferiore alla Terapia intensiva neonatale dell'ospedale Sant'Anna di Torino, che è invece riferimento regionale specializzato in patologie chirurgiche neonatali e alta intensità di cura", precisa Sannia. 

"Un decesso per la verità lo abbiamo avuto, di un neonato arrivato da Pinerolo già praticamente morto. Non siamo riusciti a rianimarlo". 

Non solo risultati straordinari, ma anche numeri in continua crescita, che raccontano una storia dove i risultati si ottengono perché si lavora in squadra. E dove lavorano in stretta sinergia Sannia e il dottor Puppo, dirigente della Ginecologia e Ostetricia.

Sono circa 1.770 le nascite registrate lo scorso anno e 400 accessi alla terapia intensiva neonatale, garantendo assistenza qualificata anche nei casi più complessi. Bambini da 0 a 6 anni. "A Cuneo non c'è la Terapia intensiva pediatrica, per cui fanno riferimento al reparto che dirigo fino a quell'età", precisa. 

Quando necessario, i piccoli pazienti che richiedono interventi chirurgici o cardiochirurgici vengono trasferiti a Torino, assicurando così un percorso di cura completo e appropriato. Un sistema che funziona in rete e che mette sempre al centro la sicurezza del bambino.

A certificare la qualità del servizio contribuisce anche la certificazione ISO 9001, un riconoscimento non così diffuso in ambito neonatale, che attesta standard elevati e processi organizzativi rigorosi.

Ma ciò che rende davvero distintivo questo punto nascita è l’attenzione alla dimensione umana.

Ed è proprio nel giorno in cui l'ospedale Santa Croce e Carle di Cuneo ha raccontato i tanti progetti presenti e futuri proprio in direzione di una sempre maggiore umanizzazione, che Sannia racconta di quanta attenzione ci sia a questo aspetto.  LEGGI QUI

Qui la neonatologia non è solo cura, ma relazione. 

I genitori sono coinvolti attivamente e possono restare accanto ai loro figli, partecipando al percorso assistenziale fin dai primi momenti di vita.

Tra i servizi più significativi spicca la “family room”, una stanza attrezzata con letto all’interno del reparto, pensata per consentire alla mamma di rimanere vicino al neonato. 

Anche dopo le dimissioni, se il bambino necessita di ulteriori cure, come la fototerapia, la struttura accoglie nuovamente la madre garantendole un posto letto, segno concreto di un’attenzione che va oltre la semplice assistenza sanitaria.

Importante anche la presenza della banca del latte umano, avviata un anno fa e attiva 24 ore su 24, che rappresenta una forma concreta di solidarietà tra mamme e un supporto fondamentale per i neonati più fragili.

Non mancano infine attività dedicate al benessere dei piccoli pazienti, come la musicoterapia e la lettura ad alta voce, strumenti che contribuiscono a creare un ambiente accogliente e rassicurante e che sono sostenuti dalla Fondazione Ospedale Cuneo ETS.

Un modello che unisce competenza, organizzazione e umanità. E che non fa notizia proprio perché, giorno dopo giorno, ha trasformato l’eccezionale in normalità.

Barbara Simonelli

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