Attualità - 23 aprile 2026, 15:24

Il Piemonte stanzia oltre 14 milioni di euro per prevenzione e riciclo dei rifiuti

Approvata dalla Regione la proposta dell'assessore all’Ambiente Matteo Marnati: in cosa consiste

Il Piemonte stanzia oltre 14 milioni di euro per prevenzione e riciclo dei rifiuti

La Giunta regionale del Piemonte, su proposta dell’assessore all’Ambiente Matteo Marnati, ha approvato due importanti misure nel quadro del Programma del Fesr, Fondo Europeo di Sviluppo Regionale, 2021-2027, destinate a promuovere la transizione verso un’economia circolare e l’efficientamento delle risorse. Le risorse complessive ammontano a 14 milioni e 150 mila euro, interamente dedicate a interventi proposti da soggetti pubblici. Le misure, rientranti nella Priorità II "Transizione ecologica e resilienza" e specificamente nell’Obiettivo specifico RSO2.6, sono state definite con l'obiettivo di ridurre la produzione di rifiuti e promozione della simbiosi industriale e di migliorare le tecnologie di riciclaggio.

«Con l’approvazione di queste schede tecniche – dichiara l’assessore Marnati – il Piemonte conferma il proprio impegno concreto verso la transizione ecologica. Queste risorse sono fondamentali per dotare la pubblica amministrazione e gli enti gestori di strumenti innovativi nella riduzione dei rifiuti e nel riciclo. Investire sull'economia circolare significa non solo ridurre l'impatto ambientale, ma anche creare nuove opportunità di sviluppo e occupazione nel territorio, in linea con gli obiettivi dell'Agenda 2030».

La scheda di misura “Prevenzione della produzione dei rifiuti e promozione della simbiosi industriale - soggetti pubblici” (Azione II.2vi.1), con dotazione finanziaria di 6 milioni e 150 mila euro, ha l’obiettivo di sostenere lo sviluppo di reti del riutilizzo e la realizzazione di centri del riuso, e promuove iniziative di interventi di riduzione dello spreco alimentare lungo tutta la filiera, di iniziative riguardanti la riduzione degli scarti nei processi produttivi in un’ottica di simbiosi industriale, con la riduzione del consumo di prodotti in plastica monouso e la riduzione della produzione dei rifiuti di imballaggio e del rifiuto non riciclabile e la riduzione della produzione dei rifiuti pericolosi.

Tali interventi sono previsti dal Programma regionale di prevenzione della produzione di rifiuti, parte integrante del Piano regionale di gestione dei Rifiuti Urbani e di bonifica delle aree inquinate e sono ammissibili a finanziamento per lavori pubblici e o acquisizione di beni e servizi, e relativi alla realizzazione, ampliamento e/o modifiche di centri del riuso “ standard” e “creativi”.

Gli interventi ammissibili devono essere finalizzati alla riduzione della produzione di rifiuti alimentari, che si realizzano tramite la promozione della devoluzione delle eccedenze e della loro raccolta presso attività commerciali, compresi il commercio ambulante, e di alimenti e pasti non distribuiti nella ristorazione collettiva, per il successivo utilizzo (anche a seguito della trasformazione) a sostegno di persone che vivono in condizioni di povertà alimentare e di marginalità socio-economica, alla riduzione dei rifiuti di imballaggio, del rifiuto non riciclabile e dell’utilizzo di prodotti monouso nella ristorazione collettiva, nelle sagre, eventi culturali, musicali e sportivi, negli interventi di ampliamento e o modifiche delle strutture dedicate alla raccolta dei rifiuti sanitari assimilati ai rifiuti urbani interni all’ospedale, nonché interventi volti a ridurre la produzione dei rifiuti sanitari, anche tramite la realizzazione, ampliamento e/o modifica di sistemi informatici di tracciabilità.

I beneficiari della presente misura sono i Consorzi di Area Vasta di cui alla legge regionale 1 del 2018, i Comuni e Unioni di Comuni, Città Metropolitana di Torino e Province piemontesi, Aziende Sanitarie Locali ed ospedali pubblici e Università pubbliche.

L’agevolazione concessa con contributo in conto capitale a fondo perduto, prevede costi ammissibili complessivi che non potranno essere inferiori a 50.000 euro pena la non ammissibilità del progetto. La percentuale di contribuzione del Pr Fesr sarà fino al 80% dei costi ammissibili complessivi e non potrà superare 1.000.000 euro, per i settori di intervento relativi alla gestione dei rifiuti domestici , commerciali e industriali.

La Scheda di misura “Applicazione e diffusione di tecnologie di riciclaggio - soggetti pubblici” (Azione II.2vi.2) ha una dotazione finanziaria di 8.000.000,00 euro, con l’obiettivo di favorire l’efficientamento dei sistemi di trattamento dei rifiuti. L'azione è mirata al finanziamento di tecnologie avanzate per il riciclaggio di frazioni di rifiuti critiche (quantitativamente o qualitativamente) o contenenti materie prime critiche, intende agevolare iniziative volte a incrementare il riciclaggio dei rifiuti, migliorando l’efficienza di trattamento dei rifiuti oggetto di raccolta differenziata.

Sono ammissibili a finanziamento: interventi di ampliamento o adeguamento delle linee e tipologie di impianti relativi al trattamento della frazione organica (digestori anaerobici, impianti di compostaggio, impianti integrati digestione anaerobico/compostaggio, anche con un focus sul trattamento delle bioplastiche), preparazione per il riutilizzo e trattamento di Raee (Rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche) , inclusi pannelli fotovoltaici, batterie ed accumulatori, finalizzato al riciclaggio delle materie prime critiche, interventi di trattamento dei rifiuti ingombranti, dei tessili, delle plastiche e in linea generale di tutte le filiere inerenti alla raccolta differenziata.

Beneficiari di tale misura i Consorzi di Area vasta di cui alla legge regionale 1 del 2018, i costi ammissibili complessivi non potranno essere inferiori a 200.000 euro, pena la non ammissibilità del progetto, la percentuale di contribuzione del Pr Fesr sarà fino al 80% dei costi ammissibili e il contributo non potrà superare 2 milioni di euro.

La struttura responsabile di gestione è il settore “Pianificazione della gestione dei rifiuti e del servizio idrico integrato”, per l’attuazione delle 2 misure e dell’approvazione dei bandi attuativi, la procedura valutativa delle domande segue i principi dei bandi a sportello, l’agevolazione è concessa nella forma di contributo in conto capitale a fondo perduto. La selezione degli interventi avverrà sulla base dei criteri definiti dal Comitato di sorveglianza del Pr Fesr 2021-2027, garantendo trasparenza e coerenza con le direttive europee e regionali.

L’importo totale di 14 milioni e 150 mila euro è coperto attraverso una ripartizione triennale (2026-2028) che prevede il 40% a carico del Fesr; il 42% a carico dello Stato ed il 18% a carico del bilancio regionale.

comunicato stampa

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