Attualità - 23 aprile 2026, 10:02

Dai droni alla prevenzione dei fiumi: Salvatore Terranova guida la nuova era della Protezione Civile della Provincia di Cuneo

L’ex sottufficiale della Finanza succede allo storico presidente Gagna: “Un’eredità immensa, puntiamo su innovazione e giovani per servire il territorio”

Dai droni alla prevenzione dei fiumi: Salvatore Terranova guida la nuova era della Protezione Civile della Provincia di Cuneo

Un cambio della guardia nel segno della continuità, ma anche la naturale evoluzione che guarda al cielo per proteggere la terra. Salvatore Terranova è ufficialmente il nuovo presidente del Coordinamento territoriale della Protezione Civile di Cuneo. Una nomina, avvenuta il 28 marzo scorso, a seguito dell'ultima assemblea dei soci. Un passaggio simbolico dalla storica operatività “di braccia e pala” alla precisione tecnologica dei droni.

Il corpo dei volontari cuneesi è tra i più numerosi del Piemonte, in continua formazione dimostrandosi tra i più attivi nel ricorso all'innovazione tecnologica, preziosa alleata di chi scende in campo a tutela di cittadini e ambiente, pronto ad intervenire in caso di calamità naturali, come alluvioni, dissesti, frane, terremoti, ed anche per la sicurezza di strade ed eventi.

Terranova raccoglie il testimone da Roberto Gagna, colui che ha guidato per 40 anni il coordinamento cuneese trasformandolo in un’eccellenza nazionale. Raggiunto il massimo d'età per la carica Gagna ha lasciato l'incarico individuando Terranova come suo successore. 

Un’eredità che il nuovo presidente accoglie con profondo rispetto: “Non esiste paragone con l'esperienza di Gagna, dal quale cerco costantemente di 'rubare' conoscenze e approccio”, dichiara Terranova. Resterà ancora per un periodo limitato per l'affiancamento, “rimarrà una presenza preziosa per suggerimenti e indicazioni – aggiunge Terranova -, anche se la responsabilità finale delle decisioni spetterà a me. Da operativo alla guida del coordinamento è un bel salto, mi sto adattando al cambiamento”.

Il nuovo presidente incarna perfettamente l'evoluzione raccontata dallo stesso Gagna con il passaggio nelle operazioni “dalla pala al drone”.

Già responsabile della squadra SAPR (Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto), Terranova vede nella tecnologia un ponte verso le nuove generazioni: “L'uso dei droni è un forte incentivo per attirare i giovani. Loro portano supporto tecnico e nuova motivazione, integrandosi perfettamente con i volontari con più esperienza”.

Il lavoro della Protezione Civile non si ferma all'emergenza, ma vive di prevenzione quotidiana. “La pulizia dei fiumi resta la nostra sfida prioritaria per prevenire catastrofi, soprattutto in un territorio come quello cuneese”, spiega il presidente. “L'obiettivo è evitare intasamenti sotto i ponti e garantire il deflusso delle acque. Per farlo, puntiamo a ottenere nuovi sostegni economici da fondazioni ed enti”.

Oltre ai droni, Cuneo vanta un fiore all’occhiello tecnologico e logistico: il modulo PASS (Presidio Assistenziale Socio-Sanitario). Si tratta di una vera e propria Asl mobile composta da container attrezzati per il triage e le visite mediche, pronta a essere dispiegata in tutta Italia qualora terremoti o alluvioni rendessero inagibili gli ospedali locali.

Come diventare volontario: sicurezza al primo posto

Per chi volesse seguire le orme di Terranova, che ha scelto il volontariato dopo una vita nella Guardia di Finanza per dare seguito alla promessa di “servire il prossimo” fatta da boy scout – l'iter è rigoroso.

Per entrare bisogna rivolgersi al gruppo comunale o civico del proprio territorio”, chiarisce il presidente. “La formazione è fondamentale: prevediamo un corso base, uno specifico e visite mediche attente. La sicurezza del volontario viene prima di ogni altra cosa”.

Dopo anni passati “sul campo”, Terranova sta ora affrontando la complessa macchina amministrativa di un ente che coordina migliaia di uomini e mezzi. “Questo è un momento di stasi necessaria – conclude - per prendere piena coscienza della complessità burocratica e operativa. È un compito molto più articolato rispetto al ruolo puramente operativo, ma lo spirito resta lo stesso: esserci quando il territorio chiama”.

Sara Aschero

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