Sabato 11 aprile, nell’affollato salone-incontri “La Serra”, il sindaco Giampiero Novara, a nome dell’Amministrazione comunale e di tutta la popolazione govonese, ha consegnato ufficialmente la cittadinanza onoraria del Comune di Govone alla campionessa olimpica Stefania Belmondo, il cui valore e competenza hanno avuto grande risonanza anche nelle Olimpiadi appena concluse.
La leggendaria fondista, che ha partecipato a cinque Olimpiadi e acceso il braciere a Torino 2006, è stata infatti Ambassador di Milano Cortina 2026 e, come prima tedofora, ha dato inizio al viaggio della fiaccola a Olimpia, in Grecia. Ha quindi commentato in RAI la cerimonia di apertura dei Giochi e le gare di sci di fondo nella trasmissione “Notti olimpiche”.
Con il suo insuperabile palmares, che la colloca da sempre ai vertici internazionali nella storia della sua disciplina, è stata per vent’anni l’atleta italiana più titolata: 10 medaglie olimpiche (2 d’oro, 3 d’argento e 5 di bronzo), 13 mondiali, 68 podi e 24 vittorie in Coppa del Mondo, nonché 35 nei Campionati Italiani Assoluti. Passione, volontà e tenacia nell’allenamento (10.000 km l’anno) ne fanno l’icona dello sport pulito.

Il sindaco esprime così la sua soddisfazione per il prestigioso riconoscimento, proposto all’Amministrazione comunale dal Centro culturale “Govone e il Castello”:
“Per noi govonesi e per me personalmente è stato un grandissimo onore consegnare la pergamena a Stefania Belmondo. Ho sempre apprezzato le sue eccezionali doti atletiche e le indimenticabili imprese agonistiche. È veramente una persona magnifica, con una tempra sportiva e qualità umane che sono un esempio per tutti. In passato abbiamo avuto il privilegio di ospitarla parecchie volte nel nostro paese e nelle scuole, grazie al fatto che, da anni, Antonella Saracco scrive di lei e del suo modello educativo attraverso lo sport. Con questo importante evento, che brillerà come una medaglia nella sua storia, il paese di Govone, così ricco di bellezze storiche, architettoniche e paesaggistiche, la accoglie con orgoglio tra i suoi cittadini più illustri e si augura che possa consolidare nel tempo il legame affettivo alle persone e al luogo”.

Al termine della cerimonia, il giornalista Silvano Bertaina ha condotto la presentazione del nuovo libro “Ho imparato a vincere. Passione, fatica e tenacia per il traguardo”, scritto con Antonella Saracco per la casa editrice Graphot di Torino.
Sono pagine intense, epiche e talvolta sofferte, in cui la campionessa si rivolge soprattutto ai giovani: “Ogni atleta sa che la vera vittoria non è rappresentata soltanto dal podio, ma è il frutto di una continua lotta con se stessi, contro i propri limiti mentali e fisici attraverso l’allenamento alla fatica, intesa come una disciplina voluta e misurata, che modella insieme carattere e corpo per dare sempre il massimo, in gara e nella vita. Sport, studio, lavoro, hobby, musica, arte: in ogni ambito della vita, ognuno può trovare il metro di misura del proprio successo, però bisogna esprimere veramente tutto ciò che si ha dentro con impegno, passione e volontà”.

In un avvincente dialogo, semplice e diretto, Stefania Belmondo ha quindi coinvolto ed entusiasmato la platea con il racconto della sua straordinaria carriera agonistica, a partire dai suoi primi passi sugli sci rossi costruiti da papà Albino, fino alla gioia delle vittorie olimpiche, conquistate con la tenacia nell’allenamento e condivise con i tifosi di tutto il mondo.
Antonella Saracco ha poi illustrato il singolare modello educativo delineato nel libro e racchiuso nell’esaltante sintesi della campionessa: “Le migliori vittorie, le più grandi soddisfazioni, i momenti di vera gioia sono quelli per i quali si sono impiegati più tempo, energia e forza, in cui ci si è spesi completamente”.

L’emozione delle sue vittorie olimpiche, inserite in un video animato per le scolaresche piemontesi dall’artista Ugo Nespolo, ha sollecitato nei presenti un lungo e caloroso applauso di apprezzamento e stima.
Dopo le puntuali risposte di Stefania alle domande di alcuni ragazzi e il potente intervento del giornalista sportivo Enzo Belforte, è venuto il momento di autografi, dediche e foto ricordo. In particolare, si sono stretti attorno a lei sul palco molti giovani atleti, govonesi e non, che nel libro hanno espresso le proprie sentite riflessioni rispetto ai veri valori della pratica sportiva.





