"La situazione è delicata, ma serve fare chiarezza".
Così oggi, giovedì 9 aprile, il direttore generale dell'Asl Cn1, dottor Giuseppe Guerra, ha voluto precisare la situazione in merito alle notizie che si sono diffuse in merito alla 'fuga' di radiologi dal Regina Montis Regalis verso altri nosocomi. Tre sarebbero i radiologi pronti a trasferirsi, oltre a questi anche il primario, che probabilmente presenteranno le dimissioni nelle prossime ore.
"In primis tengo a rassicurare l'utenza e i cittadini - ha spiegato Guerra - non abbiamo lettere di dimissioni, se arriveranno nelle prossime ore, in ogni caso, si terrà fede al preavviso come da contratto, quindi fino a luglio la situazione non cambierà. Voglio essere chiaro e trasparente, ci sono starti degli incontri tra me e i radiologi, c'è massima intenzione da parte della direzione di andare incontro alle esigenze e alle necessità del personale. Nelle prossime ore incontrerò anche il primario, il dottor Priotto".
La problematica che avrebbe spinto il personale a guardarsi altrove sarebbe riconducibile a una difficile gestione del carico di lavoro e di richieste all'interno del reparto.
"Non possiamo mettere le guardie - ha evidenziato Guerra -, ma mi attiverò per aprire la convenzione con l'Università di Torino e le Molinette, chiedendo anche collaborazione a Savigliano. È un momento delicato, ma metteremo in campo tutte le risorse per far fronte a questa difficoltà. Il dottor Ippoliti, inoltre, come persona di fiducia e dirigente medico stimato aiuterà nella gestione di questa situazione".
"Non accetto che mi si dica che voglio chiudere reparti od ospedali e a dimostrarlo sono i fatti - ha concluso Guerra -: proprio oggi abbiamo inaugurato un nuovo macchinario e nei prossimi mesi procederemo con la conclusione di altri progetti: la TAC, quelli realizzati con i fondi PNRR e poi l'auditorium. L'impegno da parte nostra c'è come la massima trasparenza".
Sul tema, in mattinata, è arrivata anche la nota del coordinatore cittadino di Forza Italia, Giampiero Caramello: "Credo che in questo momento, la politica debba fare quadrato intorno all'Ospedale di Mondovì e a tutto il suo personale. In un periodo in cui la sanità sta subendo delle criticità a 360 gradi, occorre essere responsabili nei confronti del personale sanitario e dei cittadini. L'Ospedale Regina Montis Regalis è un fiore all' occhiello non solo per la nostra città, ma per l' intero territorio. Per tanto, ritengo che la politica debba fare la propria parte, ascoltando le rimostranze dei medici e del personale preposto, coinvolgendo la direzione sanitaria provinciale e, nel caso, l' Assessore Regionale alla Sanità Federico Riboldi. So che il Sindaco di Mondovì ed il Sindaco di Ceva hanno chiesto una riunione con i Sindaci del Distretto Sanitario Sud Est. Conoscendo la disponibilità e la Sua sensibilità per questi argomenti, chiedo al Sindaco della Città di Mondovì, Luca Robaldo, di convocare un tavolo di confronto anche con tutte le forze politiche della città, con i medici e con la direzione sanitaria provinciale per analizzare la situazione e comprendere le eventuali problematiche".

Il direttore generale ha più volte ribadito in mattinata l'importanza di garantire il servizio all'utenza: "È una situazione che non mi aspettato, ma la gestiremo come già fatto in passato in altri reparti, anche a Savigliano. L'obiettivo è mantenere alti gli standard produttivi e di servizi all'utenza, quindi tutto ciò che si potrà fare verrà fatto".
I prossimi interventi prevedono, per la prima metà di luglio, l'apertura della dialisi di Mondovì e successivamente l'installazione della seconda TAC.
L'Asl intende poi partire con i lavori per l’auditorium, con il supporto di appositi finanziamenti.
Entro la fine dell’anno dovrebbero concludersi infine gli interventi legati al PNRR: a Ceva l’ospedale di comunità che diventerà operativo, mentre a Mondovì i lavori nella palazzina di via Torino dovrebbero terminare entro l’anno, con un po’ di ritardo per lavori di rinforzo alle solette.
Tra giugno e luglio è infine prevista l’attivazione della nuova rianimazione, collocata al piano inferiore rispetto a quello attuale. A completare il quadro, la vendita del “Michelotti”, per un valore di circa 400 mila euro, che serviranno per sostenere parte delle nuove progettazioni.





