Il futuro della professione dell’agente di commercio passa dal ricambio generazionale e da rapporti di lavoro più corretti e tutelati.
È questo il messaggio emerso dalla due-giorni nazionale di Agenti Fnaarc, la Federazione degli agenti e rappresentanti di commercio aderente a Confcommercio, svoltasi il 25 e 26 marzo a Perugia ed alla quale hanno partecipato il Presidente Cav. Arcangelo Galante ed il Segretario Enrico Cavallera in rappresentanza del Sindacato Fnaarc-Confcommercio provincia di Cuneo.
I numeri fotografano una categoria sempre più matura: nel 2025 gli iscritti contribuenti Enasarco sono stati circa 206 mila, in calo dell’1% rispetto al 2024, mentre gli under 40 rappresentano appena il 19% del totale. Le nuove iscrizioni si sono fermate a 10.902, pari al 5% degli agenti in attività.
“Questi dati devono far riflettere, soprattutto le piccole e medie imprese – dichiara Arcangelo Galante, presidente del Sindacato Agenti e Rappresentanti di Commercio Fnaarc-Confcommercio della provincia di Cuneo–. Senza un vero ricambio generazionale e senza condizioni più attrattive per i giovani, il rischio è di indebolire progressivamente le reti commerciali delle aziende”.
Tra i principali ostacoli all’ingresso nella professione ci sono, secondo Agenti Fnaarc, i contratti non conformi agli Accordi Economici Collettivi.
“Ancora oggi – aggiunge Galante – vengono proposti contratti da procacciatore d’affari o da consulente anche in situazioni in cui andrebbe applicato il contratto di agenzia. Serve maggiore correttezza, perché regole chiare significano più tutele e rapporti più solidi tra imprese e agenti”.
In questa direzione va anche il recente rinnovo dell’Accordo Economico Collettivo del settore Commercio, mentre è già aperto il confronto per i settori Industria e Artigianato.
Tra le iniziative per favorire nuove adesioni alla professione c’è anche “La Piazza degli Agenti”, promossa con Randstad ed Everap.





