Il sorriso sul volto di Maxim Pioggia sembra suggerire altro, ma l’avviso, ribadito più volte, è che "non si tratta di un pesce d’aprile".
Il presidente dell’Albese 1917 insiste sul punto nel comunicare in mattinata la prematura fine del progetto di fusione con l’Ac Bra annunciato nelle scorse settimane (leggi qui). Per farlo, in un punto del calendario che qualche dubbio lo legittima, il dirigente calcistico ha scelto i microfoni di Radio Alba, ospite di Marcello Pasquero nel suo contenitore di informazione mattutino.
Qui Pioggia ha ripercorso i passaggi che hanno portato all’odierna sofferta decisione: "La lotta sarebbe stata contro col tempo. Mettere a posto il campo di Alba è comunque un lavoro importante, che richiede tempi lunghi, investimenti economici ed energie mentali. C’era poi il discorso in Figc, perché fare una fusione tra due squadre di questa categoria non è così banale. Le problematiche erano importanti. Si è deciso di provarci. Ho sempre dato per scontato che ci saremmo riusciti. Non ho visto problemi particolari al progetto, nonostante le contestazioni dei tifosi, che ritengo legittime (…)".
In realtà sul fronte braidese qualche resistenza si era vista, ma il racconto procede sulle modalità nelle quali quel progetto di matrimonio nel segno del pallone sarebbe invece naufragato: "Ritengo che modi e tempi siano stati corretti. Purtroppo tutto questo ci ha portato ad arrivare ad aprile. L’allungarsi dei tempi ha portato qualcuno a essere più nervoso del previsto. La verità è che la stima che provavo verso il mio alter ego di Bra (il presidente Germanetti, ndr) è venuta meno. Credo che non ci sia la possibilità di fare questa cosa nel modo in cui si era sognato (…)".
Il dirigente arrivato alla guida della società nata dalla fusione tra lo storico club biancazzurro e l’Alba Calcio va oltre: "Mi ero anche reso disponibile ad acquisire tutta la società. Fare questa cosa oggi non è fattibile proprio umanamente. Non ho il tempo per organizzare il campo, per sistemare la parte albese, che comunque deve rimanere (…). Oggi è una giornata triste. Non sapevo bene come comunicare questa cosa. Volevo evitare di mettermi a fare 'j’accuse' a tutti. Ci ho messo la faccia quando ho comunicato questo progetto fantastico, che oggi in Italia non ha pari. Se mi sono presentato qui con questa faccia da cane bastonato vuol dire che il progetto non si fa più. Abbiamo perso tutti una grande occasione. Avevo tanta volontà di smenarci tanti soldi (sic!), tante energie, non ci sono riuscito, di solito le cose mi riescono… . Era una cosa complessa da fare. Oggi anche volendo non ci sono i tempi. Mi dispiace per tutti quelli che avevano dato una disponibilità a dare una mano. Penso al sindaco Gatto, che lo sa in diretta adesso. Per me è un peso".
Infine la promessa, in una chiave esclusivamente langarola, questa volta: "Siamo nella fase finale del campionato: neanche prima mi ero distratto, non avevo tolto nulla all’Albese, nulla cambia, abbiamo avuto un periodo di basso ma la pausa ci aiuterà a riprenderci. Proviamo ad andare in Serie D, se ci riusciamo facciamo una squadra per andare in C, io ci proverò lo stesso. Mi dispiace di non essere riuscito a coinvolgere il territorio in un progetto importante. Alba ormai è la mia città, ma rimane un bacino piccolo per realizzare questa cosa (…). Non è un pesce d’aprile, oggi è tutto vero (…)".
Nessun commento alla notizia giunge al momento dall’Ac Bra, contattato dal nostro giornale. Nelle prossime ore se ne capirà di più.






