Il tema della mobilità ferroviaria torna al centro del dibattito con una presa di posizione articolata del Coordinamento Mobilità Integrata e Sostenibile (Co.M.I.S.), intervenuto nella consultazione pubblica avviata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sui servizi a media e lunga percorrenza sottoposti a obblighi di servizio pubblico. A firmare le osservazioni è il presidente Fulvio Bellora, che rivendica il ruolo del coordinamento come soggetto rappresentativo delle esigenze di mobilità di un’ampia area del Piemonte.
Il Co.M.I.S., nato nel 2020 per unire e coordinare il lavoro di diversi comitati di utenti del trasporto pubblico, sottolinea come direttrici storiche come Torino–Asti–Alessandria e Torino–Milano rappresentino corridoi strategici per la mobilità nazionale, interessando milioni di abitanti tra Torinese, Cuneese, Astigiano, Alessandrino e altre aree del Nord-Ovest. Nonostante questo, nella proposta emersa nell’ambito della consultazione non risultano previsti nuovi collegamenti Intercity sulla direttrice Torino–Nord Est, né un potenziamento significativo verso il Centro e il Sud Italia.
“I territori non serviti dall’alta velocità risultano progressivamente marginalizzati”, si evidenzia nel documento, che richiama il rischio di un crescente squilibrio infrastrutturale. Una condizione che, secondo il coordinamento, penalizza in particolare i pendolari di media distanza e gli utenti che devono raggiungere altre regioni partendo da aree lontane dalla rete ad alta velocità.
Nel merito, il Co.M.I.S. propone l’introduzione di collegamenti Intercity, sia diurni sia notturni, tra Torino e Venezia o Trieste con fermate a Vercelli e Novara, oltre a nuove relazioni tra Torino e Bologna, da cui proseguire verso il Centro-Sud lungo la direttrice adriatica, e tra Torino e la linea tirrenica, con fermate ad Asti e Alessandria. Un sistema che, nelle intenzioni, consentirebbe di rafforzare l’offerta ferroviaria per i territori oggi meno serviti, favorire l’integrazione con il trasporto regionale e sostenere lo sviluppo economico e turistico.
“Garantire collegamenti accessibili e certi è un diritto dei cittadini”, si legge ancora nelle osservazioni, con un richiamo al valore pubblico del servizio Intercity e alla necessità di assicurare la continuità territoriale. La richiesta avanzata al Ministero è quindi quella di inserire nel futuro bando specifiche clausole che prevedano collegamenti adeguati tra il Nord-Ovest e il resto del Paese, in coerenza con gli obiettivi di sostenibilità e riequilibrio infrastrutturale





