Attualità - 31 marzo 2026, 15:34

Raccolta rifiuti, ad Alba e Bra 70 operai rischiano il posto: i sindacati denunciano l'assenza della clausola sociale

Da luglio 2026 il servizio passerà alla società pubblica STR srl, che non ha intenzione di assumere i lavoratori attualmente impiegati. FP-CGIL, FIT-CISL e FIADEL chiedono un incontro urgente ai sindaci dei 55 Comuni interessati

Raccolta rifiuti, ad Alba e Bra 70 operai rischiano il posto: i sindacati denunciano l'assenza della clausola sociale

Dopo l'incontro dell'11 marzo presso la sede del CoABSeR — il Consorzio Albese Braidese Servizi Rifiuti di Alba — con i vertici della società pubblica STR srl (Società Trattamento Rifiuti), le sigle sindacali FP-CGIL, FIT-CISL e FIADEL lanciano l'allarme per 70 lavoratori nel settore della raccolta rifiuti che rischiano di perdere il posto di lavoro.

Durante l'incontro dell'11 marzo, il direttore generale ing. Piero Giuseppe Bertolusso ha comunicato ai sindacati che a partire da luglio 2026 le attività di raccolta dei rifiuti urbani, attualmente gestite dalla PROTEO impresa sociale srl, saranno gradualmente internalizzate da STR srl. La conseguenza diretta, già preannunciata dalla stessa società pubblica, è che i circa 70 operai oggi impiegati in quei servizi non verranno assunti dalla nuova gestione.

"Siamo profondamente preoccupati e delusi", dichiarano i rappresentanti sindacali Lorenzo De Conti (FP-CGIL), Osvaldo Chaimbrino (FIT-CISL) e Giovanni Francesco Gradassi (FIADEL). "Reputiamo grave che nessuna delle delibere comunali approvate recentemente dalle singole 55 amministrazioni richiami la clausola sociale per l'assunzione degli operai della raccolta rifiuti dopo il cambio di gestione".

Le delibere dei comuni soci del consorzio che hanno avallato il passaggio di gestione non prevedono la cosiddetta clausola sociale, lo strumento che tutela la continuità lavorativa dei dipendenti in caso di cambio di appalto o gestore. Una lacuna che, secondo i sindacati, non è solo una questione formale. "Questa scelta non solo viola le vigenti norme di legge e del CCNL applicato in materia di passaggio di gestione, ma mette a rischio la stabilità lavorativa di persone che hanno dedicato anni al servizio delle comunità. La clausola sociale è uno strumento fondamentale per garantire continuità lavorativa e diritti a lavoratori che svolgono il proprio lavoro con dedizione e professionalità".

Le conseguenze, avvertono i sindacati, vanno oltre il singolo posto di lavoro: "Il mancato rispetto di questa clausola non solo danneggia i lavoratori, ma rappresenta anche un pessimo segnale per la comunità, che vede minacciati i principi di equità e giustizia sociale".

FP-CGIL, FIT-CISL e FIADEL hanno quindi inviato una richiesta formale ai sindaci dei comuni interessati, chiedendo un incontro urgente e tre interventi concreti: il recepimento della clausola sociale negli atti relativi al cambio di gestione, la tutela dei diritti dei lavoratori coinvolti e una maggiore trasparenza nella gestione degli appalti pubblici. "Confidiamo nella sensibilità e nell'impegno delle amministrazioni per risolvere questa situazione e garantire un futuro più giusto e sicuro per i lavoratori, per le loro famiglie e per i servizi ai cittadini".

cs

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