Attualità - 31 marzo 2026, 15:06

Bongioanni: "Il digestato come alternativa ai caro-concimi, la proposta italiana a Bruxelles è un cambio di paradigma per gli allevatori piemontesi"

L'assessore regionale all'Agricoltura sostiene l'iniziativa del Governo Meloni in Consiglio Ue per rivedere la Direttiva Nitrati: in Piemonte sono 234 gli impianti di biodigestione, con una forte concentrazione nelle province di Cuneo e Torino

L'assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport e Post-olimpico, Caccia e pesca, Parchi della Regione Piemonte Paolo Bongioanni

L'assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport e Post-olimpico, Caccia e pesca, Parchi della Regione Piemonte Paolo Bongioanni

"Il Piemonte sostiene con convinzione l’iniziativa con cui il Governo Meloni ieri ha sollecitato in Consiglio Agricoltura e Pesca dell’Unione Europea un'azione per promuovere l'uso del digestato come alternativa strategica ai fertilizzanti chimici, alla luce dell'impennata dei prezzi legata alle guerre in corso e all'instabilità geopolitica che finisce per ricadere sui nostri agricoltori. Auspico che l’azione promossa a Bruxelles, e che ha già raccolto attorno all’Italia il consenso di altre nazioni, possa portare a breve a una revisione della Direttiva Nitrati. Sarebbe un cambio radicale di paradigma che andrebbe finalmente incontro alle esigenze di un mondo produttivo agricolo e zootecnico importante e d’eccellenza come quello piemontese, che non deve più essere penalizzato da norme astratte e burocratiche".

Così l’assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport e Post-olimpico, Caccia e pesca, Parchi della Regione Piemonte Paolo Bongioanni commenta la proposta dell’Italia di rivedere la Direttiva Nitrati che è la norma europea che regola l’impiego del digestato zootecnico.

Residuo della produzione di metano e biometano nei biodigestori aziendali o consortili (in Piemonte sono 234, di cui 58 in provincia di Torino e 107 in provincia di Cuneo), il digestato è stato finora equiparato dalla normativa europea agli effluenti zootecnici, sottoposti alle prescrizioni della Direttiva Nitrati che impone parametri assai stringenti alla distribuzione di fertilizzanti organici che contengono azoto. Oggi la guerra in Ucraina, le tensioni nel Golfo Persico e il blocco delle importazioni attraverso lo Stretto di Hormuz hanno fatto schizzare i costi dei fertilizzanti chimici: a marzo 2026 l'urea (una produzione molto energivora) è salita fino a 765 euro a tonnellata, con un aumento del 55% rispetto all'anno precedente. L'Unione Europea dipende dai fertilizzanti azotati con importazioni per oltre 4 miliardi di euro nel 2025.

Le mutate condizioni geopolitiche ed economiche stanno così aggregando attorno alle posizioni dell’Italia un cambio di prospettiva. Roma chiede una revisione della Direttiva Nitrati per distinguere il digestato dai reflui zootecnici, riconoscendone le diverse caratteristiche e consentendone un utilizzo più ampio, e invita la Commissione a sostenere lo sviluppo degli impianti di digestione anaerobica e a valorizzare il ruolo dell'economia circolare in agricoltura, come parte della strategia per ridurre la dipendenza europea dai fertilizzanti chimici. Il digestato può rappresentare una soluzione immediata e sostenibile. Può sostituire in larga parte i fertilizzanti di sintesi, ridurre i costi per gli agricoltori, migliorare la fertilità dei suoli e tagliare fino a 840 kg di anidride carbonica equivalente per ettaro. 

"Il Piemonte – sottolinea Bongioanni appoggia l’azione del ministro Lollobrigida affinché l’Ue recepisca in tempi brevi le nostre istanze. La nostra zootecnia verrebbe così sgravata da parte dei vincoli cui è sottoposta oggi, riducendo gli oneri per le imprese del settore. Dobbiamo fare in modo che il digestato diventi sempre più una risorsa e non un problema, usare meglio questa risorsa che non produce inquinamento ma fertilità, in una logica di economia circolare pragmatica e non ideologica".

cs

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