Attualità - 31 marzo 2026, 19:06

Ad Alba il caso della casetta al Parco Sobrino finisce in Consiglio

Sollecitazione della minoranza sulle modalità di utilizzo degli spazi pubblici. L’assessora Vignolo: nessuna apertura senza autorizzazione, ma ascolto delle esigenze dei giovani

Immagine repertorio

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La vicenda del possibile utilizzo della casetta al Parco Sobrino da parte di un collettivo giovanile è approdata in Consiglio comunale ad Alba attraverso un’interpellanza del consigliere di minoranza Emanuele Bolla, che ha chiesto chiarimenti sull’approccio dell’amministrazione rispetto a quanto emerso nelle scorse settimane.

Nel suo intervento, Bolla ha ricostruito i fatti partendo da quanto appreso sulla stampa locale, parlando di un’iniziativa “che non saprei neanche bene come definire” e segnalando un sopralluogo effettuato personalmente: “Ho guardato dalle finestre e ho visto che all’interno c’era del materiale, evidentemente non abbandonato ma collocato a qualche titolo”. Una situazione che, secondo il consigliere, ha sollevato dubbi sull’utilizzo dello spazio “senza un titolo”, motivo per cui ha chiesto all’amministrazione di chiarire posizione e indirizzo politico.

La risposta è arrivata dall’assessora Lucia Vignolo, che ha confermato come anche il Comune sia venuto a conoscenza dell’iniziativa attraverso i social, attivandosi immediatamente: “Abbiamo convocato i ragazzi e le ragazze del collettivo e li abbiamo incontrati insieme al sindaco”.

Il punto fermo, ribadito con chiarezza, riguarda la legittimità delle modalità di utilizzo degli spazi pubblici: “Un’occupazione non autorizzata di uno spazio pubblico non è accettabile e non è consentita in alcun caso, indipendentemente dalle motivazioni”.

Allo stesso tempo, però, l’assessora ha riconosciuto il contesto da cui nasce l’iniziativa: “Sarebbe sbagliato ignorare le ragioni espresse dal collettivo, cioè la mancanza di spazi di aggregazione gratuiti e accessibili per i giovani”. Da qui la linea scelta dall’amministrazione: disponibilità al dialogo, ma nel rispetto delle regole e attraverso percorsi condivisi, anche con la cooperativa che gestisce l’area.

Tra le conseguenze immediate, la decisione di non procedere con l’eventuale inaugurazione annunciata dal collettivo: “Non ci sarà alcuna inaugurazione”, anche in considerazione della chiusura imminente del parco per i lavori di riqualificazione, che rendono non praticabile l’utilizzo della struttura nel breve periodo.

Nel passaggio finale, Vignolo ha richiamato anche il valore simbolico del nome scelto per l’iniziativa, legato alla memoria di Francesco Foglino, invitando a mantenere “fermezza ma anche rispetto per il dolore di chi porta ancora il lutto”.

Nella replica, Bolla ha riconosciuto l’azione dell’amministrazione come coerente sul piano del ripristino della legalità, pur esprimendo perplessità sull’utilizzo di riferimenti emotivi nel dibattito: “Non ci si può schermare dietro il nome di una persona che non c’è più per legittimare certe iniziative”.

Il consigliere ha quindi sottolineato la necessità di mantenere una linea di rigore, ricordando come esistano già modalità legittime per l’utilizzo degli spazi pubblici da parte di associazioni e gruppi, spesso anche sostenute dal Comune.

Infine, un richiamo politico più ampio: Bolla ha evidenziato come il tema delle occupazioni fosse già stato sollevato dalla minoranza nei mesi precedenti, invitando a considerare con maggiore attenzione le segnalazioni provenienti dal Consiglio, “che rappresentano una parte della città e delle sue sensibilità”.

d.v.

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