Economia - 30 marzo 2026, 12:00

Banca di Asti premiata dall’ABI per il progetto che trasforma le cave in energia e natura

Un riconoscimento prestigioso per l’iniziativa che coniuga fotovoltaico, biodiversità e percorsi didattici a Valgera

L’innovazione che sposa il territorio non passa solo attraverso algoritmi e digitalizzazione, ma anche attraverso il recupero fisico di spazi dimenticati. Lo dimostra la Banca di Asti, che ha ottenuto la Menzione Speciale della Giuria al Premio ABI per l’Innovazione dei Servizi Bancari 2026. Al centro del riconoscimento c’è il progetto "Da cava abbandonata a impianto fotovoltaico e bosco didattico", un intervento di riqualificazione sviluppato in località Valgera, a pochi chilometri dalla città.

L’iniziativa trasforma un’area compromessa in un polo multifunzionale dove la produzione di energia rinnovabile convive con la tutela della biodiversità. Il cuore tecnologico del sito è un impianto fotovoltaico da 1 MW, capace di soddisfare interamente il fabbisogno energetico della sede centrale dell'istituto, che ospita oltre 500 dipendenti. Grazie a un sistema di autoconsumo a distanza, l’energia prodotta viene utilizzata direttamente dalla banca, evitando l'immissione sul mercato e ottimizzando le risorse interne.

"Questo riconoscimento conferma il valore di un progetto che unisce innovazione, sostenibilità e attenzione alla comunità. Non si tratta di un punto di partenza, ma di una tappa di un percorso già avviato", commenta l’Ingegner Alberto Vercesi, Responsabile Servizio IT e Immobiliare di Banca di Asti. Secondo il dirigente, l'obiettivo è continuare a ricoprire un ruolo attivo nella transizione ecologica e nello sviluppo del territorio.

Ma l'aspetto industriale è solo una parte della storia. Accanto ai pannelli, la banca ha dato vita a un bosco didattico aperto a scuole, famiglie e cittadini. Si tratta di un vero e proprio percorso educativo scandito da stazioni dedicate alla flora e alla fauna locale, completo di installazioni e rifugi per insetti. L'integrazione tra tecnologia e natura è resa ancora più concreta dalla scelta di affidare la gestione del terreno al pascolo ovino, che garantisce una manutenzione naturale dell’area erbosa tra le infrastrutture energetiche.

"La visione iniziale è stata quella di trasformare una cava dismessa in una risorsa, integrando sostenibilità e valore sociale", spiega ancora Vercesi, sottolineando come l'area sia stata restituita alla comunità come uno spazio vivo e integrato nel paesaggio.

Il progetto di Valgera si inserisce nel più ampio percorso ESG (Environmental, Social, and Governance) intrapreso dal Gruppo Banca di Asti, proponendosi come un modello replicabile in altri contesti. L'idea di base è semplice quanto efficace: recuperare siti industriali dismessi per generare valore reale e duraturo, dimostrando che la responsabilità ambientale può e deve procedere di pari passo con l'innovazione tecnologica

Redazione

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