Elementi indiziari e indiretti. Non sufficienti per stabilire con assoluta certezza l'identità della donna morta nel rogo dell'auto andata a fuoco nella notte a San Benigno, in un frutteto a poche centinaia di metri dal cimitero della frazione di Cuneo.
Tutto porta in una direzione, convergendo su una donna saluzzese del 1966, di cui da ore circola il nome.
Ma gli inquirenti della Polizia di Stato non confermano né smentiscono.
Le indagini sono coordinate dalla Procura, il fascicolo è in mano al Procuratore capo dottor Onelio Dodero.
Si indaga a tutto tondo, perché se è vero che potrebbe trattarsi di suicidio, ci sono elementi che portano anche in altre direzioni e sulle quali si sta cercando di fare luce.
Qualcosa che doveva esserci e non si è trovato, per esempio. Divorato dalle fiamme?
E perché scegliere quel luogo? Che cosa è successo nelle ore che hanno preceduto l'intervento dei vigili del fuoco?
Nelle prossime ore si darà un nome certo alla donna deceduta. Su cosa sia successo, invece, le risposte potrebbero farsi attendere.





