Martedì 24 marzo 2026 alle ore 18, presso il Palazzo Banca d’Alba, si è svolto il quarto incontro del nuovo ciclo “Pronti ad agire, insieme possiamo” del Rotary Club Alba (quest’anno a cura della rotariana Paola Ferrero), in collaborazione con Banca d’Alba, con protagonisti Guido e Pietro Gobino, con una relazione su “Il cioccolato. L’artigianato alimentare, sorgente di tutte le realtà eccellenti del nostro territorio tra tradizione e artigianato”, moderati dal socio del Rotary Club Alba Cesare Girello.
Dopo i saluti dell’amministrazione comunale portati dall’Assessore all’ambiente e alla tutela e sviluppo settore agroalimentare Roberto Cavallo e l’introduzione della Presidente del Rotary Club Alba Piera Arata, è iniziato il dialogo tra il moderatore Cesare Girello e Guido e Pietro Gobino.
Guido Gobino, il padre, ha descritto le origini dell’azienda. La sua storia è iniziata nel 1964, quando Giuseppe Gobino è entrato in un laboratorio di Torino (Maras To) come responsabile della produzione. Nel 1980 Giuseppe Gobino decide di rilevare l’azienda e divenirne l’unico proprietario dell’azienda; in quel periodo l’attività era diversa da quella odierna, in quanto si occupava prevalentemente di importazione e lavorazione di cacao, con esportazione di semilavorati per i principali cento laboratori della città. Con Giuseppe Gobino inizia una fase di crescita basata sulla specializzazione nel cioccolato artigianale, la valorizzazione dei prodotti tipici torinesi (come il gianduiotto), ma soprattutto una grande attenzione alla qualità delle materie prime.
Nel 1985 entra in azienda il figlio Guido Gobino, lasciando il lavoro sicuro all’Italgas e decidendo di unirsi al padre in questo progetto di rinnovamento: sotto la sua guida vi saranno molte innovazioni, affiancate a un profondo rispetto per la tradizione. Nel 1996 nasce il loro prodotto più famoso, il Tourinot, simbolo di questo stile: si tratta di un gianduiotto artigianale dal peso di circa 5 grammi, realizzato senza glutine e con la Nocciola IGP del Piemonte. L’azienda in questi anni si afferma sia a livello nazionale che internazionale, diventando uno dei laboratori di eccellenza della cioccolateria piemontese.
Nonostante l’apporto importante dei macchinari nei processi di produzione, alcune fase continuano a restare fatte a mano, come il confezionamento dei sacchetti e i Tourinot, così che vi sia maggior controllo dell’uomo e un’attenzione personale a ogni prodotto che esce dall’azienda. Guido Gobino ha anche insistito molto sull’aspetto del tempo: con il cioccolato non si può avere fretta e la qualità dipende anche dal saper aspettare. Il cacao, per esempio, dopo la prima fase di produzione, viene lasciato riposare anche sei mesi; gli stessi macchinari di Gobino, nelle fasi successive, lavorano il cioccolato lentamente, rispettando i tempi del prodotto.
Nel 2021 entra in azienda Pietro Gobino che punta molto sulla sostenibilità del prodotto e sul rapporto paritario tra loro e i produttori di cacao e di nocciole. Per esempio, si decide di rinunciare all’utilizzo dello zucchero di canna che, arrivando dall’altra parte del mondo, non può essere una scelta sostenibile di lungo periodo, in favore dello zucchero di barbabietola prodotto da una cooperativa italiana (Italia Zuccheri). Per quanto riguarda il secondo punto, Pietro insiste sull’importanza di un rapporto molto stretto con gli agricoltori che grazie alla loro formazione e preparazione possono dare informazioni attendibili e fondamentali sulla disponibilità delle materie prime.
Un altro aspetto importante che hanno rimarcato è stato il rapporto con i loro dipendenti e il fattore umano nello sviluppo dell’azienda che, pur rimanendo legata alle origini, si rinnova ed evolve ogni generazione.
La conferenza è stata molto partecipata con la sala al completo; il dialogo tra Cesare Girello e Guido e Pietro Gobino ha messo in risalto gli elementi di tradizione e innovazione dei due relatori, un mix importante che caratterizza l’azienda.
È seguita una degustazione del cioccolato Gobino allestita dagli studenti dell’Arte Bianca di Neive, dove i partecipanti hanno potuto assaggiare i prodotti descritti durante la conferenza. L’Istituto Cillario Ferrero di Alba ha inoltre contribuito a gestire il desk dell’accettazione dei partecipanti.
Al termine della relazione, Guido e Pietro Gobino hanno annunciato una prossima apertura ad Alba di un loro punto vendita.
Come da tradizione, la serata è terminata con una conviviale, questa volta presso il ristorante Al Vecchio Gallo; graditi ospiti, oltre i relatori, Enrico Rivella, Chiara Fissore, Walter Carosso e Giuseppe Gobino. Al termine della cena, Guido Gobino ha preparato la sua cioccolata calda senza latte.
Il prossimo appuntamento del ciclo “Pronti ad agire, insieme possiamo” sarà martedì 28 aprile con relatore il dottor Luciano Orsi, Medico palliativista, coordinatore della Commissione Medical Humanities della SICP, che introdurrà “Il testamento biologico”.





