Il Caffè letterario di Bra plaude Ancona, Capitale italiana della cultura 2028. Il capoluogo della regione Marche marchigiano ha sbaragliato la concorrenza delle altre città in gara, vale a dire Anagni, Catania, Colle di Val d’Elsa, Forlì, Gravina in Puglia, Massa, Mirabella Eclano, Sarzana e Tarquinia.
La commissione ha votato all’unanimità il dossier di Ancona, chiamato “Ancona. Questo adesso”. Esso pone la cultura al centro come motore di rigenerazione e sviluppo e si fonda su quattro macroaree (“Questo Mare”, “Via Maestra”, “Adesso Parco” e “Mare Culturale”). Città-porto e città-parco, crocevia del Mediterraneo, Ancona sceglie di abitare il presente per costruire un futuro sostenibile, inclusivo e condiviso.
Ancona è stata fondata dai greci nel 387 a.C. e chiamata “Ankon”, per la forma a gomito del promontorio. Crocevia naturale tra Italia, Balcani e Mediterraneo, è una città particolare, qui il sole sorge e tramonta sul mare, rendendola speciale e misteriosa.
Tra i luoghi imperdibili c’è il Duomo di San Ciriaco, cattedrale metropolitana e medievale, in cui lo stile romanico si fonde con quello bizantino. È situato sulla sommità del Colle Guasco da dove domina tutta la città e il suo golfo.
Altra tappa speciale è il Passetto, un rione nato negli anni ‘60 del Novecento, che affaccia su un tratto di costa alta, da dove si può godere di un’ampia vista sul mare. Il suo centro è piazza IV Novembre che ospita il Monumento ai Caduti, opera dell’architetto Guido Cirilli e costruito in pietra bianca d’Istria. Dal monumento una grande scalinata conduce alla spiaggia del Passetto, altro simbolo della città; qui di fronte al mare si aprono delle piccole grotte, luoghi del cuore per gli anconetani.
Infine la Mole vanvitelliana, un capolavoro di edilizia ed ingegneria sull’acqua. Luigi Vanvitelli costruì tra il 1733 e 1743 questo lazzaretto su un’isola artificiale pentagonale situata all’interno del porto. Nella parte interna dell’edificio vi sono i locali che erano destinati alla quarantena, mentre quelli nella parte esterna erano usati come deposito merci. La speciale forma pentagonale conferisce un dinamismo rotatorio attorno al centrale tempietto di San Rocco. L’imponente costruzione nei secoli ha coperto funzioni diverse e oggi ospita il Museo Tattile Statale Omero, mostre temporanee, spettacoli teatrali, concerti e rassegne cinematografiche come il festival “Corto Dorico”.
Su queste ricchezze storiche e paesaggistiche sono pronte iniziative e investimenti per la rigenerazione urbana, con l’obiettivo di trasformare la cultura in leva di crescita.





