Come illustrato dal presidente dell’Organizzazione Nazionale Assaggiatori Formaggi (Onaf) Pietro Carlo Adami, Bra si vede attribuito questo titolo in quanto “la città è da sempre luogo di commercio di formaggi, poi di stagionatura e oggi anche di produzione. È un riconoscimento che valorizza una storia autentica, fatta di competenze, identità e passione, e che rafforza ulteriormente il legame tra la nostra organizzazione e un territorio che è da sempre la nostra casa”.

Grazie a questo riconoscimento Bra entra a far parte di una rete esclusiva – sviluppatasi a partire dal 2020 – di borghi, paesi e città che siano luoghi simbolo nel panorama dei formaggi italiani, testimoni di una tradizione casearia identitaria, alfieri di una cultura gastronomica secolare, custodi di una economia sostenibile e fortemente legata alla natura e alla produzione casearia.
“Per la città di Bra”, ha commentato il primo cittadino Gianni Fogliato nel corso della cerimonia, “si tratta di un grande onore; ma questo riconoscimento ci impone anche un rilevante onere, ovvero di porre costante attenzione alle realtà artigianali e commerciali che esistono dietro all’effigie del formaggio. Filiere che vanno assolutamente tutelate”.
Alla cerimonia, presentata da Irene Bottero, hanno preso parte anche il vicepresidente dell’Onaf Pier Angelo Battaglino (vicesindaco di Vezza d’Alba), il direttore della rivista Informa Elio Ragazzoni, lo storico affinatore braidese Fiorenzo Giolito, oltre a tanti amministratori comunali e molti appassionati.





